La classe di Svindal, la sfortuna degli azzurri

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Heel a due centesimi dal bronzo, Innerhofer a 8, Staudacher a 9

La classe di Svindal, la carica olimpica degli americani, la rabbia degli azzurri. Il superG di Vancouver è stato carico di emozioni. Gara spettacolo, difficile, ma sul tracciato di Gianluca Rulfi, Aksel Lund Svindal ha fatto la differenza con una prova impeccabile di classe pura. Era in ritardo di 26 centesimi nella parte alta, quella più segnata, poi ha fatto la differenza chiudendo con 28 centesimi su Bode Miller, tirando una serie di curvoni senza errori, dove tutti, compresi Cuche e Raich, invece non trovavano la linea giusta. Ma la lotta per la medaglia è stata sul filo dei centesimi: basta leggere la classifica, in 11 centesimi si va dall’argento di Miller, al settimo posto di Staudacher. Lo statunitense Weibrecht si mette al collo la medaglia di bronzo con due centesimi su Werner Heel, tre sul canadese Guay, otto su Christof Innerhofer, nove su Patrick Staudacher. E che dire di Peter Fill che sino all’ultimo intermedio era davanti a Weibrecht, cadendo nel finale, dopo essere andato lungo alla terzultima porta.

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