'Inutile pensare troppo. Io guardo avanti…'

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Il commento a freddo di Manfred Moelgg, appena rientrato da Levi

Manfred Moelgg è rientrato da qualche ora in Italia con il team degli slalomisti. Domani volerà alla volta del Canada. Lo abbiamo sentito per scoprire il suo stato d’animo dopo la ‘batosta’ di Levi. Ma ci è sembrato rivolto soprattutto al futuro…  “Disputerò qualche gara di velocità fra Lake Louise e Beaver Creek negli States, anche se il programma non è ancora definito per quel che mi riguarda”. Manni è ‘deragliato’ ieri a Levi nella seconda manche, dopo aver chiuso attardato in ventiseiesima piazza la prima sessione. Anche se il distacco dal podio era solo di un secondo e due centesimi. “La trasferta nordamericana arriva al momento giusto. Credo sia inutile fasciarsi troppo la testa. E’ un periodo un po’ così per la squadra azzurra. Dopo Soelden anche a Levi non abbiamo fatto nulla di buono. Per quel che mi riguarda ho sbagliato sul muro nella prima manche. Attenzione, non ho sbagliato tattica. Io sono partito determinato come sempre, con la consapevolezza di indossare il pettorale rosso del leader. Purtroppo ho tribolato sul ripido, ma non mi sono tirato indietro. Poi nella seconda ho voluto attaccare alla morte per recuperare e l’inforcata mi ha tagliato le gambe”. Il ladino di San Vigilio di Marebbe tuttavia vuole voltare subito pagina. “Ci sta in slalom, io sono sereno. Troppi pensieri sono inutili, non servono adesso. Parto fiducioso per il Canada”. L’ultimo ragionamento è sugli sci: “Non voglio sentir dire che Rossignol non è stato uno sci performante in Finlandia. Guardate il dominio di Grange, guardate Ligety, secondo dopo la prima manche”. Insomma, Manni guarda avanti e come ha sempre fatto in carriera, si rimboccherà le maniche per riprendersi il pettorale rosso.
 

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

5 COMMENTI

  1. Credo che a Manfred manchi ancora la continuità e fluidità d'azione dell'anno scorso. Non so se siano i nuovi materiali, ma sembra un po' brusco e non riesce a creare velocità. Tutto ciò lo porta più facilmente all'errore. Di buono per gli azzurri c'è che peggio di così, non può andare. Never give up!