In edicola Race Ski Magazine di aprile

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Riccardo Tonetti cover man dell’ultimo numero stagionale

È Riccardo Tonetti l’uomo copertina dell’ultima uscita stagionale di Race ski magazine. Finanziere, dottore in economia e ora… vincitore della Coppa Europa generale. Per Ricky decisamente una stagione da incorniciare con una copertina di Race.

RICKY SUPERSTAR E GLI ALTRI – La vittoria della overall del circuito continentale corona una bella stagione azzurra in Europa con diverse soddisfazioni: quattro podi e due successi con Tonetti, due podi con Stefano Gross, una vittoria e un secondo posto con Mattia Casse. E poi nove podi e quattro successi rosa. Le dichiarazioni di Ricky, il commento dei responsabili Prosch e Salvadori e tanto altro.

HIRSCHER SI NASCE… FENNINGER SI DIVENTA –
L’editoriale del direttore Davide Marta affronta la questione della gestione dei talenti analizzando la situazione austriaca e quella italiana. Uno spunto di riflessione e di discussione per tutto il movimento.

PORTFOLIO MERIBEL – Quattro pagine fotografiche con i momenti più importanti delle finali della Coppa del Mondo grazie alle bellissime foto della agenzia Zoom, dalla quarta coppa di Hirscher alle soddisfazioni azzurre, senza dimenticare qualche simpatico dietro le quinte.

COSA RESTERÀ – Una stagione per certi versi carica di novità visti i tanti cambi al vertice tecnico FIS. Cosa è realmente cambiato, disciplina per disciplina e cosa ci ricorderemo della Coppa 2015? La lucida analisi di Paolo De Chiesa e Mauro Pini.

RE MARCEL – Nessuno come lui. Hirscher per quattro volte consecutive con la grande coppa di cristallo in mano. Lo abbiamo messo a confronto con Tomba e Stenmark alla stessa età…

UN FINALE A RAZZO – Giuliano Razzoli sembra un uomo nuovo: due podi per finire in dolcezza e iniziare una seconda carriera. Il nostro Pez ha parlato con Razzo e De Chiesa ha analizzato l’evoluzione tecnica.

AVANTI IN COPPA, INDIETRO AI MONDIALI – Una stagione controversa: meglio in Coppa del Mondo, pessima ai Mondiali. il 2015 azzurro verrà ricordato così, ma noi abbiamo voluto capire meglio cosa c’è dietro ai risultati, parlandone con il direttore sportivo Massimo Rinaldi e con i responsabili delle squadre Raimund Plancker, Gianluca Rulfi, Alberto Ghezze, Livio Magoni. Sarebbe il caso di dire con gli ex… perché come sapete ci sono state partenze importanti che al momento di andare in stampa non erano note.

SORRISI AZZURRI – L’incredibile oro di Federica Sosio in superG ed Henri Battilani in discesa, ma anche il bronzo pesante di Nicol Delago in discesa. Quella di Hafjell è stata un’edizione dei Mondiali Juniores da ricordare per i colori azzurri e noi la riviviamo con le immagini e i commenti dei protagonisti. Senza dimenticarci di dare uno sguardo ai talentini stranieri…

MISTER DOWNHILL – Henri Battilani lo avevamo già intervistato, ma dopo lo strepitoso oro di Hafjell, non potevamo non risentirlo…

QUESTIONE DI DNA – Parenti maestri, allenatori, DT azzurri ed ex atleti. Ecco perché Federica Sosio, fresca campionessa mondiale juniores di superG, prima o poi, doveva sfondare… Ne abbiamo parlato con la diretta interessata.

MONTE PORA, BUONA L’ULTIMA – Pubblico delle grandi occasione e successo organizzativo per le finali di gigante e slalom della Coppa Europa femminile al Monte Pora, griffate Radici. Noi s’eravamo per raccontarvi dal vivo un altro dei grandi eventi del circo bianco nel Belpaese.

THE END – I campionati italiani, si sa, sono l’ultimo evento della stagione, quello dove i big si confrontano con atleti con meno esperienza, dove qualcuno, come Davide Simoncelli, decide di appendere gli sci al chiodo… Otto pagine di spunti e cartoline da Tarvisio.

PAOLO E PIERO – Paolo De Chiesa, per una volta, nella sua rubrica ‘Paolino’s Way’ lascia spazio a… Piero Gros. Un dialogo tra due grandi campione sul mondo dell’agonismo giovanile tutto da leggere…

ALLENATORE O PSICOLOGO? Un altro grande opinionista di Race, Kristian Ghedina, ha voluto intervenire sulla figura dell’allenatore di alto livello che deve essere non solo tecnico preparato ma anche… tecnico delle anime.

RUBRICHE & CO – Come su tutti i numeri di Race le consuete rubriche Magazine, Instagram, Twitter, il Giornale del Mercato…

REPARTO CORSE – Il tabloid dedicato al mondo giovanile, 40 pagine allegate gratuitamente alla rivista, è particolarmente ricco di spunti. In primo piano le ultime cronache e la voce dei protagonisti dal Gran Premio Italia ma anche e soprattutto tutti i campionati nazionali di categoria e quelli regionali. E poi l’atleta del mese, Andrea Ballerin, gli On The Road con gli sci club Sestriere, Lecco e Madesimo e tutti i risultati di Coppa Italia e Mondiali Master.

IN EDICOLA – Race ski magazine di aprile è disponibile nelle migliori edicole e nell’applicazione per dispositivi iOs e Android. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui ).

ARRIVEDERCI A NOVEMBRE – Il prossimo numero di Race ski magazine sarà in edicola, come sempre, subito dopo l’opening di Soelden, a inizio novembre. In questi mesi, per continuare a essere informati sul circo bianco, c’è il nostro sito!

13 COMMENTI

  1. Nibel,mi sembra che tu sia in totale accordo con me. Visto che è venuto il discorso,io sono proprio il genitore,appassionato ma non ex atleta nè tanto meno allenatore,di uno che da piccolo e medio ha fatto ottimi risultati,che i materiali validi è riuscito ad averli dagli aspiranti in su,senza riuscire,almeno per il momento,ma probabilmente in via definitiva,a raggiungere grandi risultati "da grande".Io sono un pessimista-realista,e da sportivo ex agonista in altri settori ho sempre saputo che la progressione era lunga e difficile,quindi,anche se ovviamente con dispiacere,non mi sono meravigliato di vedere entrare in squadra ragazzi con i quali anni addietro ci si giocava le stesse posizioni.I figli degli allenatori sono avvantaggiati? Non tutti indistintamente,non posso fare nomi ma dalle mie parti(sono anche le tue,visto che parli di Prali a fine stagione?)ci sono figli di allenatori di livello che non hanno di certo approfittato di esserlo.I "genitori di fenomeni" esisteranno sempre in numero cospicuo,e sono la forza(economica) degli sci club.Però spesso,e parlo per esperienza personale,anche quelli che ragionano e sanno che è difficilissimo avere il campione in casa,vengono coinvolti da questa fame di allenamento,trovandosi a sottostare a ritmi e numero di gare fuori luogo. 50 gare agli aspiranti?Il tetto di 25 è riferito solo a SL e GS,quelli che fanno molte più gare sono quelli,che in questo caso personalmente ritengo fortunati,che hanno l'opportunità di fare molte gare di velocità.Essendo quasi impossibile allenarsi in tal senso,le gare sono l'unico modo per fare della velocità in sicurezza e diventano veri e propri allenamenti.Ricordo che mio figlio al primo anno ha chiesto invano di andare a Caspoggio e/o passo S.Pellegrino per fare un pò di SG e DH,al secondo si è trovato a fare l'unica DH della sua vita,agli italiani,improvvisata del tipo "sei qui,hai gli sci,falla!" Ma così,indubbiamente,non si arriva a nulla,neanche a capire se puoi essere portato o no

  2. ciao GPA, sono in parte d'accordo con Te che vincere da ragazzi non vuol dire vincere da grandi, ma è meglio vincere che non ottenere mai niente. Vincere o comunque andare forti vuol dire per chi non ha un papà allenatore riuscire ad avere del materiale in uso che siano sci ,bastoni o caschi. Avere il papà allenatore, vuol dire non trovarsi mai in albergo da soli, con i materiali non preparati, tutti gli altri allenatori sempre con un occhio di riguardo, avere sempre un allenatore privato vicino, uno che sa quali gare sono importanti e quali no, come abbassare i punti. Quando la stagione finisce ad aprile vanno in gita a Prali ed intanto ricominciano il lavoro. Facile poi risparmiarsi in estate e non buttare via un sacco di soldi se vivo in montagna e scio in primavera ed autunno. Ma i figli di nessuno e residenti nelle città? Sono fermi adesso, gli sci club hanno finito l'attività. I papà allenatori no di certo. Dovranno sciare tutta l'estate per provare i materiali e recuperare i 3 mesi di stop. Ed in autunno ancora nei ghiacciai a pagare gli stipendi agli allenatori. Fino alla categorie Children i figli di nessuno tengono il colpo, riescono ad emergere ma, con la categoria Giovani i secondi vincono alla grande perchè ben gestiti e non considerati dei bancomat viventi. Leggo sempre di genitori squilibrati e pronti a tutto, di ragazzini esasperati e spompati e mi chiedo, ma gli sci club sono gestiti dai genitori? No. Chi organizza il calendario gare? Gli allenatori ed i Comitati. Chi invece di ridurre le gare le aumenta? vedi il Criterium cuccioli sempre la Fisi. Chi fa fare 50 gare invece di 25 agli aspiranti? I genitori?.

  3. Finalmente per una volta tutti concordi. E' indubbiamente un piacere vedere il proprio figlio o atleta vincere nelle categorie giovanili,ma,se andiamo a vedere,quelli che hanno sempre vinto e stravinto sin da piccoli fino ai massimi livelli sono relativamente pochi.Ancora una volta voglio ricordare papà Bassino che,in controcorrente rispetto a quanto fatto dagli altri,ha sempre privilegiato in estate,sui piccoli,un lavoro di tipo "estivo",mettendoli ben poco sugli sci e differenziando la preparazione,come è giusto che sia,in base all'età. Marta ha i piedi d'oro,ma è comunque cresciuta in tal modo.Per quanto riguarda l'aspetto psicologico del mestiere di allenatore,personalmente ritengo sia una parte fondamentale in qualunque fase della vita agonistica di un atleta,forse addirittura più importante all'inizio,quando è facile far disamorare dei bambini,magari troppe volte costretti,per fare un esempio,a risalire a piedi dopo un giro pessimo. E poi non dimentichiamoci che i primi ad aver bisogno,spesso,del supporto di uno psicologo,siamo noi genitori

  4. Bellissimo l'editoriale del direttore e bella anche la disamina di Piero Gros. In sintesi direi (anche per quello che vedo io) che l'attività degli sci club è comunque il punto di forza del nostro movimento, (finché hanno la forza di andare avanti) e la FISI penso debba imparare molte cose dagli sci club. Tuttavia vi sono delle distorsioni che vanno corrette. Spesso a questa intensa ed a volte esasperata attività giovanile non segue una carriera da podio in Coppa e questo anche perchè l'attività giovanile è troppo specifica e quando si arriva al TOP poi mancano tutta una serie di qualità che vanno apprese da ragazzo. Inoltre vi è il problema integrità fisica degli atleti che arrivano nelle nazionali. Spesso gli atleti che arrivano in nazionale sono già pieni di problemi fisici e l'attività, (nel momento in cui dovrebbe essere al massimo livello qualitativo e quantitativo), spesso è limitata dai problemi fisici dell'atleta.

  5. @Enrico……perfetta disamina! Sci club ormai paragonabili ad attività commerciali e Team che vendono fumo…..pochi lavorano in prospettiva futura.
    Verissimo,il clima politico/economico in italia stà infettando anche lo sport,non ne è immune lo sci.
    Le famiglie vivono l'educazione dei lor figli per interposta persona,…..ci pensa la scuola,ci pensa l'allenatore……..e sono disposte a bersi tutto quello che gli viene raccontato

  6. Piero Gross parla anche degli ossessivi allenamenti estivi…. lo quoto al 100%, vedere bambini di 8/9 in mezzo alle intemperie di un ghiacciaio, mi fa accapponare la pelle!!
    In più a testimonianza delle "spremiture" che fanno gli allenatori, anche d'estate, vi racconto un aneddoto: un allenatore a fine stagione 2014 mi disse che aveva già programmato 50 gg. sul ghiacciaio. A mia domanda del perchè di cosi tanti giorni, lui mi rispose: "meglio sulla neve che a fare il muratore!".
    E con questo penso di aver detto tutto…

  7. Esatto Enrico anzi direi perfetto.
    Il radiocomandati era perché sembra che sia vero che qualcuno abbia usato gli auricolari per dirigere i bambini durante la gara il che rende l'idea a che punto siamo arrivati. Per me è senza senso per bimbi di 8/9 anni.

  8. Veramente il senso dell'intervista rilasciata da Piero Gros sta nell'appello alla scarsa deontologia esistente fra i vari club, che sono ormai retti e controllati solo dagli allenatori. Questo fa sì che non ci sia più un giusto contrappeso fra le finalità istituzionali delle società sportive – che sono senza finalità di lucro – e chi invece ci campa con la professione di maestro o di allenatore. Insomma l'annoso problema del conflitto di interessi. Inoltre Gros richiama l'allarme sulla proliferazione delle micro società che si fanno la c.d. "guerra fra poveri" per accaparrarsi le famiglie, il tutto a discapito della qualità e di una cattiva selezione. La torta con la crisi economica è sempre più piccole e per prendere ragazzini che potenzialmente possono fungere da specchietto per le allodole con i loro risultati e quindi attrarre altri adepti solo per fare cassa, ci si mangia l'uno con l'altro senza più badare a nessuna "etichetta". Più che parlare di atleti radiocomandati, si fa riferimento a famiglie turlupinate da fantasmagoriche promesse sui futuri successi dei bambini… per poi abbandonarli quando non servono più…

  9. Bellissimo numero, peccato già finito dovremo aspettare novembre.
    Consiglio l'Editoriale di P. De Chiesa con l'intervista a Pierino nazionale e l'editoriale del Direttore su reparto corse.
    Pierino colpisce nel segno gli sci club sono la base del nostro movimento e devono creare persone che amano lo sci e la montagna e non micro atleti radiocomandati a vincere.
    L'editoriale del Direttore non ha bisogno di commenti speriamo che Roda legga Race.