In Coppa Europa l'Italia fa scuola di gigante

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Serra: «Dopo Borsotti e Casse chiudiamo il cerchio con questi ragazzi»

Siamo all’inizio, è vero, ma questa stagione sembra per il gruppo Coppa Europa maschile un’altro anno come quello appena passato, ricco di podi e soddisfazioni. Alessandro Serra, anche se aveva espresso il desiderio di ‘salire’ in Coppa del Mondo, è rimasto responsabile della B, insieme a Ruggero Muzzarelli, che si occupa anche della preparazione atletica, e al poliziotto Stefano Pergher. Uno staff rodato, oliato, espressione di una filosofia vincente. Alessandro ‘Capitan Futuro’ Serra esalta i suoi ragazzi: «L’anno scorso abbiamo chiuso un ciclo con Giovanni Borsotti e Mattia Casse, adesso stiamo completando la maturazione di Luca De Aliprandini, di Roberto Nani. Il segreto? Tecnicamente abbiamo un principio, unico motore della nostra metodologia di lavoro, un credo che porto avanti da cinque anni da quando ho preso la maggior parte di questi ragazzi in C. Lavoriamo su un’azione che ci deve permettere di attaccare il palo nella maniera più reditizia possibile. Volete sapere altro? E no, altrimenti ci copiano. Oggi abbiamo dimostrato di essere fra i punti di riferimento, se non dico da imitare, almeno da prendere in considearzione». In Coppa Europa è un’altra musica per gli azzurri. Dopo Borsotti e Casse ecco un nuovo gruppo: «Tuttavia ci mancano al momento le seconde linee. Solo Francesco Romano oggi, che era trentunesimo e poi è uscito nella seconda, e timidamente Alex Zingerle ieri. Per il resto la squadra fa fatica, ad esempio Alessandro Brean e Andrea Ravelli, sentono troppo la gara forse. Dobbiamo analizzare i problemi e migliorare».

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