Il parastinco, l'arma segreta degli slalomisti francesi

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Un nuovo disegno, realizzato da Energiapura, sta dando grandi vantaggi

Aveva lasciato da numero uno ed è tornato da numero uno. Un anno dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio, la vittoria del francese Jean-Baptiste Grange nello slalom di Levi ci ha impressionati tutti. Alla classe del campione si sono aggiunti poi gli eccellenti piazzamenti dell’intera squadra francese, con altri due atleti nei primi quindici (Julien Lizéroux decimo e Steve Missilier dodicesimo) e altri due nei trenta (Mermillod Blondin e Obert). Il successo ha sempre molte spiegazioni – il talento individuale, lo stato di forma e, perché no?, la fortuna – ma una prestazione di squadra così compatta suggerisce che anche i materiali possono aver avuto un ruolo importante. Osservando i video e le foto, i lettori più attenti avranno notato che i francesi hanno corso con parastinchi diversi dal solito; è stata forse questa la loro arma segreta? Da sei anni la squadra nazionale francese collabora con Energiapura per la fornitura delle protezioni (per la schiena, per le braccia, per le anche, paravambraccia, paramani e ovviamente parastinchi). Non si tratta di una mera sponsorizzazione: atleti e tecnici sono attivamente coinvolti nello sviluppo dei prodotti. Le richieste specifiche che provengono dalla pista si trasformano in prototipi che vengono continuamente adattati e migliorati, fino ad ottenere esattamente ciò di cui ha bisogno lo sciatore di Coppa del Mondo. Negli ultimi anni, il cambiamento della tecnica di sciata ha messo in rilievo l’importanza di questa sinergia, fondamentale per garantire un prodotto il più personalizzato ed efficace possibile. Il progetto alle spalle dei parastinchi Energiapura, che hanno vinto a Levi, è nato l’anno scorso, come evoluzione dei parastinchi che gli atleti francesi usavano già da parecchie stagioni. Quando si vince o si perde una gara per pochi centesimi, non ci si può certo permettere di lasciare per strada preziose frazioni di secondo perché si è frenati dall’impatto contro ogni palo; l’obiettivo era dunque quello di aumentare lo scorrimento del parastinco al fine di non rallentare la velocità. Atleti e tecnici di Energiapura hanno perciò elaborato cinque soluzioni.
1. È stata inserita una serie di nervature sporgenti sul lato esterno della protezione: in questo modo si diminuisce la superficie d’impatto contro il palo e il parastinco possa scorrere più velocemente.
2. È stato modificato l’angolo di impatto contro il palo: la nuova forma del parastinco costringe il palo a cadere all’interno della curva, evitando che picchi contro la punta degli sci, provocando cadute o spigolate.
3. È stata aumentata la distanza tra la gamba e la parte inferiore del parastinco, così che l’atleta risenta di meno del bloccaggio creato dall’impatto con il palo.
4. È stata personalizzata la forma interna del parastinco, a seconda della sciata di ogni atleta.
5. È stata data al parastinco una forma elicoidale, che li rende maggiormente ergonomici.
Il risultato di queste innovazioni è che lo sciatore può condurre la curva in modo più facile e lineare senza perdere velocità.
L’insidiosa prima manche dello slalom di Levi è stata la prova del nove per i nuovi parastinchi. La prima parte del tracciato, apparentemente facile ma velocissima, fra porte filanti e con cambi di ritmo repentini, ha tratto in inganno molti campioni (Razzoli, Raich, Herbst, Hirscher, Janyk, etc.) ma non Grange, che è riuscito ad avere un’azione continua e alla fine ha capitalizzato sul muro la velocità acquisita sul piano. La seconda manche, molto più facile, ha confermato la supremazia tecnica già dimostrata nella prima. La nazionale francese ed Energiapura saranno sicuramente soddisfatte dei risultati ottenuti; nello slalom di Val d’Isère, vedremo se queste nuove armi confermeranno la loro potenza di fuoco.
 

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...