Il governo austriaco sostiene la possibile candidatura di Innsbruck per i Giochi Invernali 2026

La capitale del Tirolo fa sul serio e potrebbe sfidare Sion. Ma attenzione: si parla di Calgary, Almaty e Sapporo come altre possibili concorrenti

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Pierino Gros in trionfo dopo l'oro vinto in slalom ai Giochi di Innsbruck 1976 nello sci alpino (@Zoom agence)

La notizia è di ieri, giovedì 8 giugno, riportata da molte fonti autorevoli, anche austriache, ma non solo. Il Governo austriaco sosterrà la potenziale candidatura di Innsbruck ai Giochi Olimpici Invernali del 2026, in una città che li ha già ospitati nel 1964 e nel 1976 (quando sostituì Denver). L’idea della capitale del Tirolo nasce anche dopo la splendida organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali Giovanili, i primi della storia, andati in scena nel 2012.

AUSTRIA – «Il Consiglio dei Ministri – si legge sul sito del Comitato Olimpico Austriaco, OOC – ha supportato l’idea di una candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026 e ha analizzato attentamente come e in che misura  possa dare il suo contributo finanziario all’interno del contesto federale». Karl Stoss, Presidente del Comitato Olimpico Austriaco, ha subito fatto sapere che si tratta di «una grande opportunità per l’Austria», mentre in marzo lo stesso Stoss aveva parlato di “prospettiva reale” riguardo ai Giochi 2026. Un passo avanti, insomma, e non di poco conto. «Il CIO ha opportunamente riconosciuto la situazione dei tempi moderni – ha aggiunto – e provveduto a lanciare l’Agenda Olimpica 2020, un pacchetto di riforme basato principalmente sulla riduzione dei costi e sulla riorganizzazione dei contratti per la città ospitanti. Una candidatura di Innsbruck e del Tirolo, supportati dal governo, adesso sì sarebbero una grande opportunità per il nostro Paese». Uno studio di fattibilità, per valutare la possibile offerta austriaca, è stato completato nel mese scorso con risultati positivi.

SINDACO – Christine Oppitz-Plörer, sindaco di Innsbruck, ha rilasciato dichiarazioni importanti: «Il risultato di questi studi – ha detto- sono fondamentali per un’offerta autosufficiente verso Giochi compatibili con un reale valore aggiunto per la popolazione. Tutto ciò contribuirà a fornire un’informazione chiara e trasparente, base di una discussione pubblica a livello nazionale». Se verrà lanciata una candidatura ufficiale, si troverà ad affrontare la sicura concorrenza di Sion, Svizzera. Calgary (Canada, ospitò le Olimpiadi nel 1988), Almaty (Kazakistan, già sconfitta per i Giochi 2022, assegnati poi a Pechino), Sapporo (Giappone, ospitò i Giochi del 1972) sono altre possibili candidate, ancora da verificare, ovviamente. Mentre Stoccolma è ormai a un passo dal ritiro. Il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, a breve dovrà discutere possibili cambiamenti in merito ai processi organizzativi che ovviamente influiranno anche sulle candidate 2026 e lo farà in una riunione del Consiglio Direttivo prevista a Losanna.