Guadagnini: "Dopo Ligety, ci siamo noi"

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"Facevo bene a fidarmi, sono arrivate le nostre piste"

Si abbracciano e si fanno i complimenti. Esultano e giiscono. Firmano autografi e posano per le foto di rito. C’è armonia nella compagine azzurra del gigante dopo la bella prestazione in Val d’Isere. C’è un abbraccio che vale più di ogni altra cosa e rende bene l’idea: Matteo Guadagnini e Max Blardone si guardano per un millesimo di secondo e poi si abbracciano, un segno reciproco di riconoscenza davvero significativo. Il coach di Predazzo esulta: "Facevo bene a fidarmi, sono arrivate le nostre piste. Massimiliano Blardone è una garanzia, tanta classe ed una ritrovata cattiveria. Bene anche Davide Simoncelli, ormai costantenente nei quartieri alti della classifica. E poi c’è una seconda manche di Manfred Moelgg da incorniciare, un cambio di marcia eccezionale nella seconda frazione. Peccato per Alexander Ploner per la lamina fuori uso, poi anche due qualifiche con Michael Gufler e Florian Eisath. Sono soddisfatto, abbiamo dato il segnale giusto. Tecnicamente oggi solo Ted Ligety ci fa paura, per il resto ci siamo noi. Siamo un gruppo, lui è da solo. In Badia può essere già il nostro momento". Occhio Ted, domenica in Alta Badia ti faremo soffrire..

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...