Goggia&Brignone, due leader che possono sognare la Coppa. A Crans Montana andava gestita meglio la situazione

Il pensiero come sempre diretto di Mauro Pini sulla pista olimpica di Jeongseon, sul dualismo tra la bergamasca e la valdostana e anche sulla gestione della prima combinata due settimane fa, in Svizzera

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Sofia Goggia e Federica Brignone si abbracciano dopo la premiazione ufficiale del gigante iridato alla Kulm Platz a St. Moritz (@Zoom agence)

E’ tempo di analizzare meglio la pista olimpica di Jeongseon. Non sono stato sul posto, quindi non è così semplice giudicare, dall’esterno. Parlando della discesa l’impressione, già avuta con le gare maschili un anno fa, è che manchi un po’ di velocità. O meglio, la velocità di crociera è costante per tutto il tracciato, ma senza grandi picchi di velocità pura, e questa è una componente che a mio avviso si farà sentire in negativo, in una gara olimpica. E’ vero, il tracciato è molto mosso, e queste ondulazioni del terreno compensano in parte il resto, qualche purista della libera potrebbe però storcere il naso. Ritengo invece sia una pista ideale per il superG, con le sue gobbe accentuate, le diagonali, i salti. Il podio delle due gare a livello femminile è molto indicativo, i valori, al netto di infortuni e condizione fisica, sono quelli: Vonn, Stuhec e Goggia, con l’aggiunta di Gut e Veith e secondo me anche Rebensburg e Weirather se eviteranno i soliti errori (e se avranno ancora voglia di mettersi in discussione), saranno le atlete da battere fra un anno durante le Olimpiadi a Jeongseon.

Immagini dal tracciato olimpico di Jeongseon (@Zoom agence)
Immagini dal tracciato olimpico di Jeongseon (@Zoom agence)

PISTA – Gareggiando sulla stessa pista con uomini e donne probabilmente non si è riusciti a tirare fuori un pendio un po’ più ripido, per la discesa ma per il superG va benissimo. E Vonn resta la principale favorita perché su questi tracciati si trova a meraviglia e disegna linee che solo lei sa fare. Una considerazione finale si impone: è una pista che non permette il minimo errore, soprattutto in quei 2-3 passaggi chiave. La variabile impazzita potrebbe essere rappresentata infine dal meteo: con pioggia, neve molle e umida allora potrebbe cambiare tanto.

Vonn in Corea (@Zoom agence)
Vonn in Corea (@Zoom agence)

GOGGIA&BRIGNONE – Bravissima Sofia, soprattutto a non mollare neanche un centimetro su questi tipi di piste. Ha dimostrato pazienza, capacità di condurre sempre lo sci, un bel mix di qualità e soprattutto consapevolezza, come a lei piace sottolineare. E’ cresciuta, è migliorata, è maturata soprattutto nella gestione dei passaggi chiave. Faccio i compimenti a lei, a tutta la squadra italiana e anche a Federica Brignone, che sta sciando molto bene in questo momento. Goggia e Brignone hanno davanti un futuro molto interessante e sicuramente potranno lottare per la classifica generale di Coppa. Il dualismo, se gestito bene, e credo che Guadagnini sia molto bravo in questo senso, può aprire prospettive molto interessanti per l’Italia. In generale penso che dopo le Olimpiadi del 2018 assisteremo a una bella lotta per la classifica overall, dopo un paio di stagioni di transizione: in ballo vedo Shiffrin, Gut, Stuhec, ci metto anche Goggia, Brignone, Weirather e Rebensburg. Le due italiane hanno tutto per diventare protagoniste assolute. Non entro nel merito della gestione perché non la conosco nel dettaglio. Credo comunque sia corretto dare il giusto appoggio in primis alle leader. Solitamente in una struttura grande, gerarchica, come può essere la squadra italiana, ma non solo, si tende a commettere l’errore classico di aiutare ancora di più le ragazze che vanno meno bene, al grido di “tanto quelle brave sono brave e non hanno bisogno di molti aiuti”. Sostengo invece che al giorno d’oggi le fuoriclasse debbano essere valorizzate e seguite al meglio. Se l’Italia ritiene, come ho sentito dire, che il tutor personale sia la figura giusta e necessaria per fare un ulteriore passo avanti, allora avanti tutta con i tutor. A patto che sia una scelta condivisa e non imposta dall’alto.

GOGGIA BRIGNONE

CRANS MONTANA – Chiudo con un commento sulle gare svizzere del weekend precedente, con riferimento in particolare alla combinata alpina di venerdì a Crans Montana. Secondo me in quel caso specifico si è visto come sono gestiti in maniera diversa i due settori, maschile e femminile. Da una parte, con gli uomini, abbiamo un Markus Waldner con molta energia, che parla con tutti, non ha paura a prendere la parola davanti alle televisioni, discute con atleti e allenatori. C’è positività. Le decisioni le prende sempre lui, sì, ma quando lo fa ha comunque l’appoggio di tanti. Ecco, nel settore femminile le cose sono diverse: è un settore più spento, meno vivo, come il suo conduttore. Skaardal è una persona più solitaria, coinvolge meno. La fotografia di questa diversità si è avuta durante il superG della combinata di Crans Montana, al venerdì: il Race Director si è concentrato solo sul passaggio dove sono cadute le prime atlete e non si è più preoccupato di tutto il resto della pista. Soprattutto, non ha ascoltato le atlete. C’è un problema grosso di comunicazione. E’ vero che la neve era la limite, ma la stessa situazione si è verificata anche con i maschi a Kranjska Gora ed è stata gestita in maniera diversa. Quando due atlete del calibro di Mikaela Shiffrin e Lindsey Vonn decidono di non prendere parte alla gara, perché secondo loro non vi sono le necessarie condizioni di sicurezza, si ha il dovere di parlare con queste ragazze, è questione anche di rispetto. Ecco, credo manchi un po’ di apertura in più in questo senso da parte di Atle Skaardal, che poi magari si risente se giornali o televisioni criticano alcune sue scelte. Ma del resto lui non le spiega mai. Alla fine non si è capito se le ragazze cadevano alla terza porta del superG, apripista compresi, per colpa del tracciato, della neve, per inesperienza o errori loro. Quindi al di là di tutto, senza cercare colpe particolari, dico solo che Skaardal, facendo ripartire da capo la gara, ha di fatto ammesso che erano stati commessi degli errori. Insomma, la situazione gli è un po’ sfuggita di mano. Anche per mancanza, a mio avviso, di comunicazione e personalità.

Federica Brignone, Mikaela Shiffrin, Ilka Stuhec sul podio della terza combinata alpina 2016-2017 a Crans Montana (@Zoom agence)
Federica Brignone, Mikaela Shiffrin, Ilka Stuhec sul podio della terza combinata alpina 2016-2017 a Crans Montana (@Zoom agence)