Giulia Gianesini: 'Riparto dallo Sci Club Gallio'

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La vicentina ci racconta perché ha deciso di ritirarsi. Sarà allenatrice

Poco più di un mese fa, l’annuncio: a trent’anni, senza ancora essere riuscita a mostrare pienamente un potenziale che sembrava enorme, Giulia Gianesini da Gallio (Vicenza), gigantista azzurra, appende gli sci al chiodo, dopo dodici stagioni in Nazionale.

RIMPIANTI – Ero presente al parterre di Cortina d’Ampezzo il giorno del suo miglior risultato in Coppa del Mondo, il 24 gennaio 2010, un nono posto che allora, a 25 anni, lasciava presagire finalmente uno "sblocco" mentale in gara e un futuro molto più roseo all’interno del circuito, come purtroppo non è avvenuto poi, nonostante tanti piazzamenti tra le prime trenta, anche a causa dei numerosi infortuni, guai fisici e di una concorrenza feroce nella squadra femminile italiana di slalom gigante di allora.

CARRIERA – Nativa di Asiago (Vicenza), Giulia ha esordito nel Circuito Maggiore il 28 dicembre 2004 a Semmering, in Austria, ovviamente in gigante, la sua specialità preferita, l’unica in cui ha gareggiato nel finale di carriera, anche se ha pure partecipato, in precedenza, a sei superG, tre slalom e una Supercombinata (senza mai entrare nelle 30). In Coppa Europa ha collezionato sei podi, senza vittorie, tutti tra le porte larghe. 


GUAI FISICI – Ricordiamo le ultime vicissitudini fisiche che ne hanno purtroppo anticipato l’addio all’agonismo, crediamo. Lo scorso novembre, in allenamento con il suo Gruppo Sportivo Militare, si era procurata una microfrattura a un piede; ma in precedenza, nel settembre 2012, a Ushuaia, aveva rischiato veramente grosso durante un "giro" di gigante al Cerro Castor, in Argentina, per una caduta che le aveva procurato un trauma cranico con conseguenze, per fortuna dopo qualche mese svanite, anche su visibilità ed equilibrio.

Giulia, la scelta di ritirarsi è stata improvvisa o meditata a lungo?
«In realtà non ci ho pensato durante l’ultima annata, anzi, ho provato in tutti modi a rientrare. Ma poi, una volta chiusa la stagione, mi sono resa conto che la caviglia proprio non andava a posto. E quando provi e riprovi tante volte, ma tutti i tasselli non si sistemano, poi inevitabilmente prendi una decisione. Ho fatto gli Assoluti, ci ho pensato un po’ su, avevo anche nuovi stimoli e alla fine mi son detta "proviamo a intraprendere un’altra strada". Non è neanche così semplice allenarsi fuori dalla Nazionale, per quanto in Polizia abbia lavorato bene, per carità. Però, insomma, alla fine avevo saltato due stagioni piene e allora ho deciso di terminare la mia carriera». 

Abbiamo un rammarico, forte, quello di non aver nemmeno intravisto i tuoi limiti…
«E’ il rammarico anche mio, naturalmente, quello di non essere mai stata tra le prime, però bisogna anche dire che le possibilità ci sono state. C’è stato un periodo in cui tutto andava bene, le cose mi venivano bene, sembrava potessi andare veramente forte, ma poi, per un motivo o per un altro, non ci sono mai riuscita. Un infortunio, un periodo in cui stai ferma, un po’ tante cose assieme e alla fine questa speranza/possibilità non si è mai concretizzata. Certamente anche e soprattutto per colpa mia, non cerco scuse. Ora però non si può tornare indietro e quindi pensiamo a fare altro».  
Ecco, a proposito. Questo ‘altro’ cosa prevede?
«Al momento devo frequentare ovviamente i vari corsi, istruttori, allenatori e poi a settembre mi congederò dalla Polizia, non aveva più senso rimanere arruolata per tanti motivi. Anche perché, se anche avessi voluto lavorare con loro, in Provincia non c’era posto, avrei dovuto trasferirmi a Padova o Venezia e alla fine ho deciso per il congedo. Dal primo di settembre lavorerò con lo Sci Club Gallio, quello del mio paese». 
E magari darai una mano anche a tua mamma, in negozio?
«Beh sì, mia mamma ha due negozi di complementi d’arredo, come ho già fatto in passato c’è anche l’idea di darle una mano. Comunque se tutto va come deve andare e diventerò istruttrice, poi dovrei allenare il gruppo Giovani nel suddetto Sci Club. Rappresenta il target d’età più vicina al mio mondo, dai 16 anni in su». 
Ricordi di tanti anni d’agonismo?
«Mi porto via tante cose, grazie allo sci ho imparato ad affrontare situazioni difficili per poi trarne comunque beneficio, ho imparato ad adattarmi a tanti ambienti, diversi, e poi ho conosciuto compagne di squadra con cui si è instaurata una grossa amicizia. Impossibile del resto che non sia così, sono stata 12 anni in Nazionale. Mi porto via tanto per quanto fatto e vissuto e l’obiettivo futuro è proprio quello di trasmettere ciò che ho provato io, cercando ovviamente di dare quel che a me magari è mancato come atleta». 
E a te che cosa è mancato, in pista?
«Forse il fatto di credere di più nelle mie potenzialità. Il problema grosso è stato non avere praticamente mai un riscontro in gara, vedere nero su bianco quanto realmente valevo. Lo vedevo solo in allenamento o in alcuni parziali o manche. Ma mai concretamente in gara. Ecco, mi sono mancate quelle conferme per dire "ok, tra le migliori ci sono anche io". Mi è capitato di allenarmi anche con Tina Maze, Viktoria Rebensburg, oltre ovviamente con le mie compagne, Denise Karbon, Manuela Moelgg, e non ero lontana da loro, anzi. Ma se poi in gara non sei mai vicino, allora ti manca sempre qualcosa. A me è mancata proprio la conferma in gara. Lì avevo dei dubbi e il fatto di aver gareggiato praticamente solo in una specialità non mi ha aiutato, perché alla fine avevo solo sei-sette chance in una stagione. In ogni caso, ripeto, le opportunità le ho avute e se non sono arrivata al top è stato solo per colpa mia».  
Ti sei posta già un obiettivo da cogliere nella nuova veste?
«No. Si parte dal basso. Però non mi metto limiti, certo. Chi lo sa, se più avanti dovesse capitare una chance di entrare nei Comitati o anche in qualcosa di più grande, perché no. Mi piacerebbe. Come atleta sono sempre stata una che parlava tanto con le compagne, che discuteva delle questioni tecniche, mi piace farlo. Parto dal basso. Però senza pormi limiti». 
In bocca al lupo per la nuova vita, Giulia!  
 
 

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

2 COMMENTI

  1. Con tutta la gente che accampa le scuse più incredibili per i mancati risultati,onore ad un'atleta che si assume le responsabilità di quanto non sia riuscita a fare. E la sua modestia prosegue parlando del suo futuro,per il quale le faccio,da appassionato che ha avuto occasione di vederla sciare,i più sinceri auguri