Giorgio Rocca c'è ancora

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"Sapevo che potevo salire ancora sul podio"

E pensare che ieri non era ancora sicuro di andare ai Mondiali. Il livignasco in Val d’Isere ci va, e anche con la possibilità di fare una medaglia visto che il pendio savoiardo è davvero simile a quello di Garmisch. Giorgio quando taglia il traguardo chiude in testa e capisce già di essere sul podio. I suoi occhi nella finish area se non sono umidi dalle lacrime poco ci manca. «Era tanto che non provavo una sensazione così. Alla fine il tanto lavoro ha pagato. Sono contentissimo di questo podio. Dopo due stagioni in cui ho fatto fatica e vissuto momenti buoi sono stato protagonista di una gara sensazionale oggi. Ho sofferto tanto anche per il mio terzo figlio ricoverato fino a pochi giorni fa in ospedale, una serie di complicazioni tecniche e familiari che mi hanno allontanata dai primi della classe". Passano i minuti e Giorgio Rocca è tornato il "maestro”, quello che attira l’attenzione dei media. E’ tornato il “solido livignasco”. Una bella risposta alle malelingue che lo indicavano a fine carriera. «Sapevo che potevo salire ancora sul podio. Tanti esempi di atleti che hanno recuperato forza, brillantezza e quindi risultati, mi hanno caricato, ad esempio Kostelic o Matt, esempi di gente che non ha mai mollato. E io ho fatto bene ad andare avanti, oggi mi godo una rivincita e vado in Val d’Isère più motivato e sicuro di poter fare una bella gara». Una vittoria dedicata alla moglie Tania. Con una curiosità: Giorgio giovedì ha ricevuto tre paia di sci nuovi fatti fare solo per lui. Li ha provati in campo libero, l’incognita era proprio quella, come ci ha spiegato Brughi (Reinold Brugger, skiman di Giorgio), ma alla fine sono stati vincenti.

 

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

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