Ghilardi, candidato unico al congresso AC

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«Finalmente uniti inizieremo ad incidere»

Sabato mattina al Centro Vismara di Milano in via dei Missaglia Carmelo Ghilardi sarà ufficialmente eletto presidente del Comitato Alpi Centrali dopo la presidenza di Claudia Giordani. Le candidature sono ormai chiuse, i termini scaduti, così il bergamasco, che si era candidato già la volta scorsa e recentemente anche all’ assise nazionale, è pronto per essere eletto visto che non vi sono altri candidati. O meglio, c’era il milanese Claudio Pedrazzini, ma poi ha ritirato la candidatura.  Si aspettava una candidatura di frange bergamasche, lecchesi e dell’Alta Valtellina, ma alla fine nulla di fatto. Candidatura unica insomma. Afferma Ghilardi: «Sono pronto per questa avventura, grazie al supporto di tanti amici della stragrande maggioranza  delle realtà provinciali, del territorio insomma. E’ venuto il momento di unire, di far vedere finalmente all’esterno che siamo una realtà credibile. Purtroppo in tanti, troppi appuntamenti, siamo giunti con più voci, siamo arrivati disuniti, senza unità e soprattutto senza progettualità condivise. E’ ora di voltare pagina e cambiare, è ora di iniziare ad incidere davvero».

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

18 COMMENTI

  1. Caro Sig. Bicco.
    1) Le sembra un difetto, le sembra riprovevole che io utilizzi la tecnologia? E' vero, per averla utilizzata il mio comitato provinciale(lecco), che ha voluto informare le sue società a più riprese sul contenuto di statuto e rof, che ha cercato di coinvolgerle con sondaggi sui problemi delle alpi centrali, è stato accusato di esprimersi attraverso altri canali. Ma qui stiamo scherzando. Non siamo in Cina!!
    2) Con riferimento alla questione del sito AC i retroscena sono parecchi. Le ricordo soltanto che il Presidente Giordani tanto in consiglio, quanto in Ufficio di Presidenza era in assoluta minoranza.
    3) Vero quello che dice della lettera di Roda, peccato che i presidenti provinciali non si siano mai mossi come semplici tesserati ma sempre, anche nel documento di appoggio a Ghilardi firmandosi come "I presidenti provinciali", oppure come "la consulta dei presidenti provinciali" (organo inesistente).
    La violazione dello statuto è palese e su questo non possono esistere discussioni.
    4) Il presidente Giordani dopo anni e glielo dico come semplice tesserato fisi, consigliere di sci club e "atleta" delle categorie senior e master è stato il primo da ormai dieci anni che ha avuto il merito di dialogare ocn la base, di far sentire il comitato vicino alle società. Questi sono aspetti importanti. Le Alpi Centrali sono delle società e per le società delle Alpi Centrali. L'informazione e la trasparenza sono fondamentali. La strada era stata intrapresa ma poi sappiamo tutti come è andata e domani saremo costretti a recarci a Milano nuovamente a votare dopo solo due anni.

  2. Bicco, ma perchè rimani nell'anonimato?????
    Mi sembra che sei l'unico qui dentro…. se non ricordo male,anche su fantaski anni fa, non hai voluto rivelare la tua identità. Cosa vorra dire?? boh…
    Fabrizio Gerosa

  3. Le i ha la capacità di non rispondere mai e di trincerarsi solo ed unicamente dietro lo statuto e la lettera di Roda, che per inciso dice che i Presidenti Provinciali possono fare politica nella loro funzione di tesserati Fisi esattamente come Lei e come me. Unico vincolo non usare sedi e fondi dei Comitati Provinciali. La maggior parte delle proposte fatte nella vostra mail di ieri sera sono state discusse per anni nei meeting organizzati dalle Alpi Centrali a Bobbio ma purtroppo mai realizzate, nemmeno nel periodo secondo lei sfavillante, della Presidenza Giordani e della Vicepresidenza Federale del Sig. Noris. Un ultima cosa Le vorrei dire, visto che a me e Lei piace internet e la comunicazione: ma il sito delle Alpi Centrali in versione provvisoria da sei mesi non le mette un po di tristezza ? Sarà colpa anche questa dell'ufficio di Presidenza e dei 14 consiglieri dimissionari ?

  4. Gentile Sig. "Bicco", le indicazioni sulle deleghe sono indicazioni che rispondono a statuto. Le deleghe possono essere rilasciate solo ad altro sci club e non ai comitati provinciali. I Presidenti Provinciali, contro il ruolo assegnato loro dallo statuto e ribadito dal Presidente Roda nella recente lettera di cui le dicevo, hanno fatto politica, hanno appoggiato il candidato presidente che non ha segnalato questa anomalia ma anzi l'ha sfruttata ribadendo di essere appoggiato dalle realtà provinciali.Non penso sia un buon inizio.
    La FISI che ci consegna lo statuto ha una certa fisionomia, certi ruoli ben definiti, se poi non ci piace possiamo cambiarla. Dobbiamo però cambiarla operando lo statuto. Se saltano le regole è la fine.
    Domani penso proprio che verrò a stringerLe la mano sportivamente. Luca Donegana

  5. Caro Sig. Donegana questa è la vostra DEMOCRAZIA, pubblico qui alcune delle frasi che ho ricevuto tramite una mail degli sci club in funzione del vostro servizio che ho scoperto essere 40 ma delle quali non si può sapere il nome. Mi verrebbe voglia anche d risponderLe ad alcune delle domande che ponete ma non ho ne la voglia ne il tempo. Una sola cosa mi chiedo, ma l'ex VicePresidente Vicario che ha tutte queste idee non poteva metterne in pratica almeno una parte ?
    "Se sei in difficoltà di partecipazione, rilascia deleghe solo ad altri sci club e in ogni caso non in bianco e non ai Comitati Provinciali; solo così sarà possibile realizzare una vera democrazia all'interno del nostro Comitato. Nel caso Tu avessi già dato la delega al Comitato Provinciale chiama e FALLA STRACCIARE."

    "ANNULLA la scheda del Presidente che non ha dichiaratamente intenzione di seguire le linee sopra esposte e che ha già dimostrato(circostanza documentabile) di muoversi senza rispettare lo statuto FISI."

  6. Le riunioni, ribadisco, sono sempre state pubbliche.
    Io mi sono qualificato, ho scritto, spiegato.
    Se vuole di più, visto che questa non è la sede appropriata, venga alle prossime riunioni.
    L'invito alla telefonata era anche per poterle dare maggiori informazioni, un segno di ulteriore disponibilità.
    Di più non so cosa fare. Resto comunque sempre a Sua disposizione e spero di incontrarla sabato alle elezioni. Luca Donegana

  7. Allora facciamo a capirci: gli sci club in funzione di servizio non hanno presentato un candidato "perchè non sembrava necessario candidare un'altra persona solo per il gusto della contrapposizione".
    Quindi mi piacerebbe sapere come mai solo 2 mesi fa il Sig. Antonio Noris ha presentato la sua candidatura e tutti sappiamo come è andata a finire. Cito il Sig. Noris visto che all'ultima riunione degli sci club in funzione di servizio ha fatto da referente per questo gruppo di società.
    Poi volevo ribadire che non sono curioso di sapere ma ribadisco che alla tanto sbandierata trasparenza non corrispondono i fatti, per sapere chi sono gli sci club in funzione di servizio devo ricorrere ad una telefonata privata, questo sempre in funzione della trasparenza.

  8. Buongiorno Sig. Enrico. La ringrazio per il Suo intervento.
    Io probabilmente sono, incredibilmente, con i miei 37 anni, il più giovane o fra i più giovani dei candidati(è già questo è un dato significativo).
    Due anni, mi creda, passano in fretta e il lavoro, proprio per raggiungere gli obiettivi da Lei indicati non si arresterà, anzi, è solo iniziato da pochissimo e sarà moltissimo.
    Quelle sul ruolo dei presidenti provinciali non sono elucubrazioni fini a se stesse ma servono per restituire alle società il ruolo di primo piano loro assegnato dallo statuto e ribadito dal Presidente Roda in una recente lettera in risposta ad alcuni miei quesiti.
    Le riflessioni sui consiglieri dimissionari servono per far capire che il passato va chiarito o non si risolveranno mai i problemi delle Alpi Centrali.E' inutile sbandierare all'esterno una unità ritrovata che in realtà, a mio modo di vedere, non esiste.
    Personalmente ritengo che per candidare e sostenere con convinzione un presidente regionale si debba trovare una figura che aggreghi, che dia la disponibilità e che abbia le capacità.
    In assenza di figure che rispondessero a tutti i predetti requisiti e in presenza fino alle 11.55 dell'ultimo giorno utile per le candidature di un unico candidato non sembrava necessario candidare un'altra persona solo per il gusto della contrapposizione.
    Luca Donegana

  9. Buongiorno Sig. Donegana, Le sue riflessioni sono in larghissima parte condivisibili e giuste. Tuttavia, come già fattole notare dall'utente Bicco, perché il vostro movimento non ha deciso di candidare un suo rappresentante alla presidenza regionale? Alla luce della mancata presenza di un altro candidato, queste sue riflessioni suonano … come dire… un po' fuori tempo massimo! Fare delle legittime considerazioni circa l'inopportunità delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri eletti nella scorsa consiliatura vanno anche bene, visto che lei è giustamente candidato a quelle cariche ed il tutto rientra nella naturale dialettica elettorale, ma perché poi disperdersi in elucubrazioni (a mio personale giudizio) artificiose circa il ruolo dei comitati provinciali rispetto agli sci club?
    Sono assolutamente d'accordo con lei che i presidenti degli organi periferici non debbano interferire con le iniziative politiche delle libere associazioni sportive. Però mi domando e chiedo perché non siete andati fino in fondo nei vostri condivisibili obiettivi di rinnovamento della politica sportiva della vostra regione? Ci sono momenti in cui non si può più delegare ad altri le proprie legittime aspettative. Il rinnovamento deve necessariamente arrivare dalla base. Se però non si riesce a trovare un interlocutore valido da sostenere, bisogna avere il coraggio di crearselo, altrimenti tutto questo rimarrà solo uno step iniziale, un embrione, che non diventerà mai crisalide e quindi farfalla. Secondo me Sig. Donegana, avete perduto una buona occasione per svecchiare una situazione, per usare le sue stesse parole, incancrenita. Le auguro di riuscire a spuntarla nella prossima tenzone e di fare esperienza per comunicarla ai suoi associati, in modo da farne tesoro per le prossime occasioni, che ahimè si ripresenteranno solo fra due anni. Non disperatevi e continuate a lavorare alla luce del sole. Enrico Vigo

  10. Sarebbe stato sufficiente presenziare alle assemblee generali che le società in esame hanno indetto e verificare; se è curioso comunque può contattarmi via mail(lucadonegana@gmail.com) e poi Le darò il mio n. di cell. così ci sentiremo di persona e Le fornirò tute le informazioni di cui ha bisogno.
    Non ho ancora capito comunque perchè il fatto tanto naturale, come anche sottolineato dal Presidente Roda, del libero dialogo tra le società, abbia dato e dia tanto fastidio.

    Luca Donegana

  11. Appunto vada a chiedere al Sig. Noris che ha fatto scuola con la candidatura delle 11.55. Per quanto riguarda la firma in fondo al mio messaggio la metterò quando lei, invece che rispondermi in maniera elusiva risponderà alla mia domanda: chi sono le società in funzione di servizio

  12. Un candidato presidente, anzi l'unico ufficiale, presente fino alle 11.55, Pedrazzini, ha ritirato la sua candidatura.
    Io comunque, a differenza di altri, ci tengo a sottolinearlo, mi firmo sempre con nome e cognome ed esprimo la mia opinione in modo chiaro e preciso.
    Sarebbe auspicabile, pur essendo in democrazia e non potendo costringere nessuno, che tutti facessero lo stesso.
    Ai miei interventi nessuno ha mai risposto pubblicamente sui mezzi di comunicazione in maniera completa e andando a valutare i fatti concreti.
    Si preferisce operare in altri contesti.
    Con il mio intervento odierno volevo solo sottolineare che forse tutta l'unità propugnata non c'è, che le società non sono contente di tornare a votare dopo solo due anni. Sottolineo anche, che sempre a mio parere, i problemi in Alpi Centrali ci sono e ci saranno sempre finchè non si avrà il coraggio di affrontarli pubblicamente e in un confronto serio con le società.
    Andare avanti dimenticando il passato non è la strada che ci potrà portare uniti alle elezioni nazionali del 2014, anzi…
    Mi piacerebbe che chi verrà eletto ne tenga ben conto.

  13. Gentile Sig.Bicco, diverse comunicazioni del gruppo di sci club di cui si parla sono state sottoscritte con l'indicazione delle singole società. Alle varie riunioni (collettive)sono state presenti fino a quaranta società contemporaneamente e molte altre hanno fatto pervenire il loro consenso.Le riunioni erano aperte a tutti. I verbali delle riunioni e delle presenze sono stati redatti e consultabili.
    Non è stato espresso un candidato anche perchè i candidati presidenti o presunti tali fino all'ultimo momento erano più di uno. Il codice di comportamento sportivo del CONI deve sempre essere tenuto presente (come lo statuto e il rof).
    Luca Donegana

  14. Per riprendere in concetto a lei chiaro, "la trasparenza", mi piacerebbe sapere chi sono questi sci club in funzione di servizio e soprattutto quanti sono.
    Se siete così numerosi come mai non avete espresso un candidato Presidente e adesso Vi lamentate che il solo Ghilardi sia candidato.
    Per finire smettiamola di parlare di codice di comportamento sportivo del Coni e di carta dei diritti del bambino, soprattutto in questo periodo.

  15. Buongiorno. Sono Luca Donegna(Sci Club Erna – Lc05) candidato come consigliere laico alle prossime elezioni regionali. E' la prima volta che mi candido e finora ho osservato il comitato regionale come utente, come consigliere del mio sci club da più di quindici anni. Da un po' di tempo ho iniziato invece a seguirne più da vicino le vicende e mi permetto di sottoporvi alcune mie riflessioni per effettuare con gli utenti del sito delle considerazioni. Ritengo infatti che alcune delle affermazioni del futuro presidente e altre indicazioni contenute nell'articolo meritino delle precisazioni e un approfondimento. Preciso, per correttezza, che le seguenti riflessioni sono già state pubblicate su altro sito sotto forma di articolo.

    Occorre anzitutto sottolineare che si tornerà alle urne dopo solo due anni, a metà del mandato fiduciario che le società avevano affidato ai rappresentanti eletti in consiglio regionale e che non più tardi di due mesi e mezzo fa ci siamo già trovati ulteriormente impegnati in una votazione a livello nazionale: già questi eventi, rischiano senza dubbio di far allontanare ancora di più la base dalla vita politica della federazione.
    Ma perché si è arrivati a questo punto?
    Perché quattordici consiglieri, la maggioranza, ha dato le dimissioni ai primi di maggio, facendo quindi decadere l’intero consiglio.
    Il nostro presidente, Claudia Giordani, l’ex argento olimpico in slalom speciale alle olimpiadi di Innsbruck del 1976, dal momento delle dimissioni gestisce il comitato con poteri da statuto limitati alla sola ordinaria amministrazione:un secondo aspetto che senza dubbio danneggia il nostro comitato che potrebbe diversamente operare a pieno regime.
    La prima domanda a cui rispondere è se vi fossero gli estremi per delle dimissioni motivate e quindi per far decadere l’intero consiglio?
    A norma di statuto la risposta è una sola: senza dubbio no.
    La gestione burocratico -amministrativa era ineccepibile, i risultati agonistici, anche grazie all'impegno dei forti sci club del nostro comitato, superlativi.
    I consiglieri che hanno dato le dimissioni si sono allora assunti un’importante responsabilità nei confronti della base.
    Se non c’erano i presupposti per rassegnare delle dimissioni seriamente motivabili a norma di statuto, allora le motivazioni delle dimissioni sono da ricercare altrove.
    Non può certo essere una valida motivazione quella della gestione delle elezioni nazionali da parte del presidente Giordani.
    Alle elezioni nazionali, per volontà della maggioranza del consiglio, è stato deciso, a meno di venti giorni dall'assemblea elettiva, quando altri candidati stavano conducendo la loro "campagna elettorale" da mesi, di sostenere ufficialmente un candidato che, visto i ripetuti risultati negativi in varie precedenti elezioni(non ultime proprio in quelle regionali in cui era stato sconfitto dalla Giordani) non aveva possibilità di vittoria, essendo chiaro che già non godeva del consenso di una parte delle società del nostro comitato e non lo si sottolinea mai a sufficienza, sono gli sci club titolari del diritto di voto.
    Non può essere una valida motivazione nemmeno quella che il Presidente non avrebbe dato attuazione alle delibere del Consiglio Regionale, in quanto, ancora una volta, da una piana e corretta lettura dello statuto federale, appare chiaro che il Presidente Regionale, non è l'organo esecutivo del Comitato Regionale.
    L'organo esecutivo è viceversa l'Ufficio di Presidenza all'interno del quale Claudia Giordani era in condizione di netta minoranza. È consequenziale che l'attuazione delle decisioni del consiglio regionale spettasse ad alcuni di quegli stessi consiglieri componenti dell'ufficio di presidenza che invece hanno lamentato la mancata attuazione delle decisioni consiliari e l'hanno paradossalmente addotta a causa delle proprie dimissioni.
    Ma allora quali sono i reali motivi delle dimissioni?
    Non è un segreto che nei posti di comando delle Alpi Centrali troviamo le medesime persone da anni, in molti casi da decenni. In proposito ciascuno di noi può capire che, quando il medesimo ruolo è occupato dallo stesso soggetto all'interno di un organismo per un periodo prolungato di tempo, anche ove per avventura quel soggetto sia eccezionale e straordinario, c'è qualcosa che non va: le situazioni si incancreniscono, si creano inevitabilmente rapporti personali che incidono, anche involontariamente, sulla necessaria imparzialità, ecco allora l'assoluta necessità che vi sia una spontanea rotazione nelle persone che ricoprono ruoli nelle varie commissioni del Comitato Regionale per evitare che si generino dei "padri padroni" del tutto autoreferenziali.
    Ne è perfetto esempio il lavoro della Commissione del Fondo, esempio pratico di rinnovamento e soprattutto di condivisione delle scelte operative con le società.
    La lettura dell'accaduto indica quindi che Claudia Giordani è arrivata a turbare degli equilibri precostituiti.
    Con Claudia Giordani dopo anni era stato inaugurato un nuovo corso del Comitato Regionale Alpi Centrali, era stata intrapresa la strada della comunicazione, del dialogo e della trasparenza, un modo di operare al passo dei tempi e senza dubbio mai preso in considerazione in precedenza.
    Claudia Giordani era stata eletta, sconfiggendo proprio l’attuale candidato unico alla presidenza Carmelo Ghilardi, per le sue qualità personali e morali, per il suo passato e perché incarnava senza dubbio l’idea di un ormai necessario ed inevitabile rinnovamento all’interno del nostro comitato.
    Il lavoro di rinnovamento iniziato da Claudia Giordani è stato tuttavia brutalmente interrotto ed in ogni caso ostacolato sin dall’inizio dalla maggioranza dei consiglieri che avevano sostenuto Ghilardi nelle precedenti elezioni.
    Certamente Claudia Giordani non disponeva dell’appoggio della maggioranza dei consiglieri in consiglio e nemmeno in ufficio di presidenza.
    Ma siamo o non siamo in un ambito di associazionismo sportivo??
    I consiglieri “di maggioranza” una volta eletto il presidente da loro non sostenuto avrebbero avuto l’obbligo, anche etico morale, in quanto eletti da Società che li hanno scelti per operare e non per fare ostruzionismo, in un’ottica sportiva e di servizio, nel bene del comitato regionale Alpi Centrali di mettersi al servizio di Claudia Giordani, aiutarla, sostenerla, remare nella stessa direzione.
    Ciò non è avvenuto, anzi il contrario.
    Praticamente tutti i consiglieri dimissionari si sono poi ricandidati alle elezioni del 30 giugno.
    Ma perché le società dovrebbero rieleggere delle persone che non hanno dimostrato spirito sportivo?
    La base degli sci club, che aveva eletto i consiglieri dimissionari, non è stata nemmeno avvisata in maniera espressa della difficile situazione del comitato e della volontà di far cadere il consiglio.
    In questo periodo elettorale è poi emersa una scarsa conoscenza e uno scarso rispetto dello statuto federale che ha portato a maggiori tensioni.
    I presidenti dei comitati provinciali hanno infatti voluto assumere un ruolo non proprio, ma spettante agli sci club.
    La politica a qualsiasi livello, come già accennato, nell’ambito della nostra Federazione spetta esclusivamente agli sci club, unici titolari del diritto di voto in ogni tipo di elezione.
    I Comitati Provinciali, come confermato di recente anche dal Presidente Nazionale Roda in risposta ad un quesito statutario sottopostogli, sono, pur nella loro importanza funzionale, semplici Organi periferici delle Federazione che rappresentano i vertici superiori della FISI, ma non gli sci club. Del resto solo gli sci club sono soggetti di diritto, sono loro gli associati della Federazione Italiana Sport Invernali.
    Come ha sottolineato nel predetto documento Flavio Roda i Presidenti Provinciali nel loro ruolo non possono sostenere apertamente candidati: i presidenti provinciali invece, oltre ad aver svolto ininterrottamente attività politica con l'intenzione di selezionare anche i candidati consiglieri regionali, in un recente documento hanno sostenuto, con un grave atto di violazione del dettato statutario la candidatura di Carmelo Ghilardi e hanno fatto in modo di convincere gli altri candidati alla Presidenza Regionale a ritirarsi.
    Qualcuno di loro ha inoltre sostenuto, in comunicazioni ufficiali, che sarebbe segno di unità del nostro Comitato Regionale arrivare alle elezioni con un candidato Presidente unico e in virtù di questa convinzione, non si sa a quale titolo, gli altri candidati alla Presidenza sono stati convinti a ritirarsi.
    Una sana competizione elettorale avrebbe infatti potuto stimolare il dibattito, elemento imprescindibile e irrinunciabile per la crescita di un movimento.
    L’unità non si dimostra con un candidato unico "imposto"!
    L'unità, la forza e la serietà di un Comitato Regionale verso l'esterno si dimostra con l'atteggiamento dei consiglieri che non sostenevano il candidato eletto: essi, all’indomani dell’elezione, devono immediatamente offrire appoggio al loro Presidente e lavorare nella medesima direzione con spirito sportivo e di servizio, atteggiamento purtroppo non assunto, come già sottolineato, dai quattordici consiglieri dimissionari.
    L'altro fenomeno fino ad ora tollerato ma che ha, quale concausa, portato nel tempo alla situazione attuale del nostro Comitato Regionale è la raccolta e la gestione, diretta o indiretta, palese od occulta, delle deleghe per il voto da parte dei Comitati Provinciali.
    Tutti sanno purtroppo che, sebbene assolutamente contrario a statuto, è un fenomeno diffuso.
    E' un fenomeno che però mina alla base la democrazia su cui si fonda la FISI e quindi anche il nostro comitato e che quindi dovrà essere combattuto in ogni modo. Le deleghe possono essere rilasciate direttamente e senza passare attraverso i Comitati Provinciali, solo ad altri sci club.
    La situazione a proposito della definizione dei ruoli propri dei "soggetti"che operano nell'ambito della Federazione si sta rilevando davvero paradossale.
    Un numeroso gruppo di sci club (composto da una grande parte delle società di sci di fondo e da svariate società di sci alpino, fra cui alcune delle prime nel panorama nazionale), conosciuta la situazione di crisi del Comitato Regionale ha iniziato a ritrovarsi per cercare motivazioni, per offrire soluzioni e per confrontarsi in maniera democratica.
    Frutto di queste riunioni sono state anche alcuni documenti, istanze e proposte inviate direttamente al Comitato Regionale.
    Questa attività perfettamente lecita e anzi in un certo senso dovuta è stata stigmatizzata a più riprese dai Presidenti Provinciali che, male interpretando il ruolo loro assegnato dallo Statuto, si sono sentiti scavalcati dai così detti "sci club AC in funzione di servizio".
    Lo stesso presidente nazionale, Flavio Roda, nella già citata comunicazione, ha ribadito con decisione e fermezza la liceità della attività svolta dal predetto gruppo di sci club (le "leghe" fra società sono del resto un fenomeno proprio e vitale di molte altre federazioni sportive).
    In particolare, a proposito di elezioni, è stato affermato dagli "sci club AC in funzione di servizio"che sarebbe essenziale ed imprescindibile da parte di tutti i candidati, anche per non ripiombare a breve nella situazione attuale di crisi, la conoscenza e il rispetto totale dello Statuto Federale, del suo Regolamento, del Codice di Comportamento Sportivo del CONI e del Codice di Autoregolamentazione dello Sport della Lombardia.

    Luca Donegana
    (Sci Club Erna-LC05)