Ghidoni: «Bilancio positivo dopo Copper Mountain»

Fill, Paris e Innerhofer hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le altre nazioni. Ora gigante al Furcia

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Alberto Ghidoni

Peter Fill, Dominik Paris e Christof Innerhofer, oggi e domani saranno al Passo Furcia per due giorni di gigante. In questo periodo non è facile per i velocisti: le condizioni meteo e della neve non permettono allenamenti di superG e discesa. «Stiamo cercando una località dove fare un paio di giorni di superG tutti insieme, domenica e lunedì, inclusi gli atleti che rientrano oggi dal Canada – dice Alberto Ghidoni, tecnico della velocità azzurra -. Abbiamo fatto 4 giorni di discesa tra i 53 e i 56 secondi, 2 giorni di gigante e 2 giorni di superG, confrontandoci con quasi tutte le nazioni: Norvegia, Svizzera, America».

SEGNALI POSITIVI – «Ho visto un Paris molto carico, spesso il più veloce di tutti, Fill alternava ottime prestazioni a prove meno veloci e Innerhofer sta molto bene e si è impegnato anche nelle condizioni di neve che gli danno un po’ fastidio: direi un bilancio positivo. Chiaro che le gare sono sempre un’altra, adesso è arrivato il momento di iniziare perché tutti siamo carichi di allenamenti ed è necessario confrontarsi».

Christof Innerhofer e lo skiman Rossignol Ales Kalamar
Christof Innerhofer e lo skiman Rossignol Ales Kalamar

VAL D’ISERE – Nel primo week-end di dicembre la velocità maschile comincerà effettivamente la propria stagione con le gare di Val d’Isère, recupero di Beaver. Si scierà sulla vecchia Oreiller-Killy, che solo i più vecchi del Circo Bianco conoscono. Per l’Italia, l’unico che ci ha sciato è Peter Fill. «Sarà interessante vedere che tracciatura sceglierà Hannes Trinkl, perché se disegnerà come quando gareggiava lui ci sarà da divertirsi. Curvoni lunghi, dove chi ne ha di più può inventare qualcosa e fare la gara. Come sempre, bisognerà poi vedere le condizioni della neve. Quando ce n’è poca, gli sci sbattono e tutto diventa più complicato. La parte alta può risultare molto veloce. Quando ci ho gareggiato io, si saltava alla Bosse Colombin e si arrivava a 139 km/h all’entrata del piano».