Flachau, trionfa Hansdotter. 'Caporetto' italiana

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Gara spettacolare, sul podio Maze e Shiffrin. Nessuna azzurra al traguardo

Una seconda manche spettacolare, un parterre gremito, una ‘night race’ ben riuscita. L’ultimo slalom prima dei Mondiali di Vail non tradisce le attese, pur su una pista tutt’altro che difficile. Nel giorno in cui le slalomiste italiane toccano, ahinoi, il fondo (nessuna al traguardo della seconda manche), le campionesse straniere regalano una prova da adrenalina pura, anche per i distacchi contenuti dopo la prima manche. Thoma, tecnico italiano della squadra svedese, disegna una seconda run perfetta per Frida Hansdotter, che parte senza controllare le pur difficili prime porte, accelera, non sbaglia niente e con il terzo tempo parziale conquista la seconda vittoria in Coppa del Mondo, sempre in slalom, dopo Kranjska Gora (14esimo podio), con pieno merito e il tempo finale di 1’49’’59. Stavolta non ha ‘tremato’ al momento giusto e si è lasciata dietro due campionesse assolute. 

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FLACHAU –Sottolineiamo ancora una volta il calore del pubblico austriaco e la bellezza degli slalom in notturna. Rivedibile la preparazione della pista, ma lo spettacolo l’hanno fatto le atlete e tanto basta. La svedese, già in testa dopo la prima manche, ha preceduto di 0’’61 un’ottima Tina Maze (che ora ha 252 punti di vantaggio, nella classifica generale di Coppa del Mondo, sulla Shiffrin e sei gare veloci a diposizione per incrementare ulteriormente prima dei Mondiali di Vail) e proprio Mikaela, in rimonta di 5 posizioni con una manche buona, ma non perfetta, dopo l’8° posto di metà gara. Grande prova di Veronika Zuzulova, che sui piani e sui dossi della Griessenkar si trova a meraviglia, centra il miglior tempo nella seconda manche, rinasce d’incanto in una stagione iniziata male anche per sfortuna e chiude quinta, in rimonta di sette posizioni, a 8 centesimi da Mikaela Shiffrin. Di nuovo tra le prime dieci a distanza di quasi due anni. Quarta una sempre più costante Holdener (a 4 centesimi dal podio), sesta Loeseth, settima Hosp
(prima austriaca, non un grande risultato per il Wunderteam), ottava Zettel, nona Strachova, decima Saefveberg, al miglior risultato in carriera. Sono uscite in otto nella seconda manche. 

ITALIA – E siamo alle dolenti note azzurre. Salviamo solo, in parte, Federica Brignone, 26esima nella prima manche con pettorale 47, comunque brava a qualificarsi e a provarci nella seconda (finché è rimasta in gara, prima dell’uscita, ha sciato sicuramente bene anche se sbagla ancora troppo nella disciplina), per il resto giornata nera. Nerissima. Nessuna italiana è arrivata al traguardo della seconda run. Costazza ha sbagliato ancora ed è finita fuori (è un mistero, pensando a quanto scia bene in allenamento), in precedenza non si erano qualificate Pardeller, Irene Curtoni e Manuela Moelgg ed era ‘saltata’ anche Nicole Agnelli. Il tecnico responsabile del settore, Livio Magoni, si è assunto tutta la responsabilità della debàcle, avendo fatto allenare le ragazze sul barrato e ripido a ‘Pozza di Fassa’, con conidizioni ben diverse trovate poi a Flachau e pur sapendo che il ‘Race Chief Director’ della Coppa del Mondo donne, Atle Skaardal, norvegese, non ama le piste ghiacciate, tutt’altro; ma non è il caso di esagerare nemmeno nell’autoflagellarsi. Magoni è un tecnico bravo, preparato e vincente, lo dice la sua storia, che lavora anche di notte per ottenere i massimi risultati possibili. Poi, però, in pista ci vanno sempre le atlete. Manca il super talento in questa disciplina, lo sappiamo bene, da anni. Arriverà. Prima o poi. Almeno lo speriamo. FuturSlalom è nato con un obiettivo preciso. Per il resto, questo gruppo può solo continuare a lavorare a testa bassa per riscattare la brutta prova odierna. Al momento, le altre slalomiste sono di un altro livello. Forse non tutte e non sempre, perché comunque a Zagabria avevamo portato tre atlete tra le prime 15, è bene non dimenticarlo (nulla di eccezionale, ma certo un discreto risultato), oggi sicuramente sì. Forza e coraggio, bisogna risalire. Subito. Appuntamento a Cortina, da giovedì, con la prima e unica prova cronometrata. Poi due discese, venerdì e sabato, e superG domenica.   

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

8 COMMENTI

  1. Certo che c'è un motivo! Non è un mistero che in slalom siamo carenti. Il motivo è che la Svezia è fortissima nelle discipline tecniche, sicuramente privilegiate a discapito delle discipline veloci. Poi se ai problemi innegabili che abbiamo ci aggiungiamo anche che le ragazze si sono allenate sul duro e a Flachau sono scesi 30/40 cm di neve prima della gara, ecco che la frittata è fatta.
    E' stata una serata storta e non trovo corretto condannare l'intero movimento femminile, quando in tutte le altre discipline si stanno comportando bene. La Brignone è andata a podio in gigante, la Merighetti e la Nadia con un po' di fortuna potevano fare risultato domenica in superg. La Elena e la stessa Merighetti sono spesso nelle dieci in discesa. Poi va be' in slalom, diciamolo pure, facciamo schifo, ma si tratta di una disciplina su quattro.
    Poi quando ti riferisci al "livello femminile dei vari circuiti che è ai minimi storici" non riesco a capire a quali circuiti ti riferisci.
    Perché io guardo i numeri, quelli della WC li abbiamo sotto gli occhi, e allora vado a vedere il circuito che viene subito dopo e cioè la Coppa Europa:
    2015: la Pichler vince in GS ed è seconda in classifica generale.
    2014: la Bassino e la Agnelli hanno vinto in GS
    2013: la Goggia ha vinto spesso e si è classificata seconda nelle generale.
    2012: Agerer, Cipriani e Goggia ai primi tre posti nella classifica finale!
    Se lo sci femminile sta toccando il fondo, allora scusate sono io che non capisco. Poi se ti riferisci ai circuiti junior, allora ti dico che non conosco tale realtà, come d'altronde molti altri lettori come me. In questo caso ti chiedo di essere più chiaro perché le ultime due domande che ti fai non riesco ad afferrarle.

  2. Se la Svezia piazza cinque atlete e l'italia nessuna un motivo ci dovrà pure essere.
    E tutto ciò è rappresentativo non tanto di una serata storta per tutta la squadra femminile,ma di un modello nazionale dello sci femminile che stà toccando il fondo.
    Il livello femminile dei vari circuiti è ai minimi storici in qualità e quantità,la fisi nel frattempo di cosa si occupa?
    Ma soprattutto,di cosa si occupano le tante ragazze italiane e le loro famiglie?Meglio la marcia delle primule?