FIS, giro di vite sui marchi commerciali

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Loghi troppo grandi sulle maschere potrebbero portare alla squalifica

La polemica monta da tempo. Ted Ligety nel suo blog se ne era già occupato (essendo doppiamente parte in causa, come atleta e socio di un’azienda che produce caschi e maschere). La FIS, come annunciato nel Consiglio di Schladming dello scorso novembre, intende applicare alla lettera le sanzioni per le violazioni legate alle dimensioni dei marchi. In pratica il problema esiste soprattutto per caschi e maschere dove lo spazio è poco e viene sfruttato al massimo dalle aziende, spesso superando le dimensioni imposte dalla federazione. La FIS dunque ha da tempo fatto sapere che sarà inflessibile e che la violazione comporterà la squalifica dell’atleta e il pagamento di una multa di 100.000 franchi svizzeri. Della questione si sta parlando proprio in questi giorni al Congresso FIS in Corea. Marcel Looze, event e sponsor manager della FIS, lascia però aperto uno spiraglio, secondo quanto dichiarato a skiracing.com, facendo intendere che le regole attuali permettono vari livelli di sanzioni e non implicano un’immediata squalifica per violazioni minori. In passato Erik Guay venne sorpreso sul podio con un logo troppo grande e solamente ‘ammonito’ verbalmente. Intanto Ligety, dal suo account Twitter continua a sostenere la sua equazione: «Rendere lo sci uno sport per amatori, uccidere l’abilità degli atleti di essere ‘appetibili’ commercialmente per farli ‘chiudere’».

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

6 COMMENTI

  1. Bravi, tutto giusto e vero… ma allora… signor Roda se ci legge dalla corea…. chiaro che non pretendiamo miracoli subito…. ma chieda un po' ai fenomeni che governano la barca da mo' che problemi ci siano a mostrare 'sti marchi?!?
    Viviamo in un mondo immerso nei marchi…. e tanto se se ne mettono troppi tendono a scomparire…. quindi lasciamo il "mercato" che si organizzi!!!
    In questo caso non vedo il danno per il nostro sport, se ce ne fossero siamo ben lieti di sentire la spiegazione del perchè no… e quindi… tacere per sempre!!!
    hueiii!!!!

  2. Già! A patto di non aver gli occhio più grandi del proprio stomaco. Questi secondo loro non dovrebbero spendere i soldi che spendono per sovvenzionare gli atleti, ma solo le federazioni e quindi la FIS! Tutto qui! La miopia e l'ingordigia di certi personaggi non ha limiti. Del resto se in seno al Board del consiglio della FIS c'è stato per 40anni un signore giapponese, che finalmente si è levato di mezzo per raggiunti limiti d'età (quasi 90enne, complimenti!), con ogni probabilità Roda contribuisce in maniera determinate ad abbassare la media di questi "giovanotti"!

  3. Credo che lo sci sia rimasto uno dei pochissimi sport di grande interesse che sia ancora gestito dilettantisticamente. Nel Calcio, auto, moto, ciclismo, … lo sponsor ha portato ad un cambio radicale della mentalità a favore di coloro che ne sono i primi attori. Non si capisce perchè nello sci l'atleta non debba guadagnare nulla nonostante l'impegno e i rischi che prende non siano inferiori al pilota o al ciclista.

  4. La FIS sta combattendo contro i mulini a vento … sinceramente non mi è nemmeno molto chiaro il perchè. Che lo Sci attragga maggiori capitali dovrebbere essere interesse anche loro. Acidamente … più la torta si ingrandisce e più anche loro possono mangiare.

  5. Che questi signori siano fuori dal mondo è risaputo. Vorrebbero tutta la torta da mangiarsi, senza lasciare a nessuno nemmeno le briciole! Che tristezza. Secondo loro le aziende che si sobbarcano i costi di sviluppo ed anche gran parte dei compensi per convincere gli atleti a rischiare il proprio corpo sulle piste di tutto il mondo, non avrebbero nemmeno il diritto ad una visibilità migliore per i propri prodotti. Forse dovrebbero prendere qualche suggerimento da altre federazioni circa i miglioramenti da apportare per rendere più appetibile lo sport alpino. Invece nisba!