Ecco Noris, il pontiere

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Si a Ravetto, ma sostegno della centralit

5 COMMENTI

  1. La posizione di Noris mi sembra mirata al fatto di non creare attriti in funzione di acquisire maggiori consensi all'interno del CF.
    Se questo significa mirare in alto può starmi bene,se questo significa scaldare il posto ho sopravalutato la persona.

  2. Che strane dichiarazioni di Noris. Il Tone che conosco non posso pensare abbia dei pensieri così stravaganti e poco fedeli alla realtà. Mi sembra che stia recitando un ruolo non suo e imposto dall'alto atto a mettere in risalto quanto sia stato importante il ruolo del CF e del Presidentissimo. Pensate sia normale ad esempio mettere in risalto il fatto che il Presidente ed il CF abbiano permesso al proprio CT di operare? Per quel che riguarda il menzionato "meccanismo oliato" siamo proprio sicuri che abbia concordato ad esempio la rottura col centro Mapei e che questo sia frutto della decisione di "Presidente, Consiglio federale con le relative commissioni, direzione agonstica e atleti in un tutt'uno"? Siamo proprio sicuri che i vari Consiglieri Federali ed il Presidentissimo siano in grado di valutare se programmi o richieste tecniche che propone il DT possano essere o no valide e pertinenti? Il confronto costante a cui Noris si riferisce dovrebbe essere fatto con chi? Col Presidente e con i Consiglieri? Tra l'altro il DT da persona intelligente mai si sognerebbe di prendere decisioni tecniche senza confrontarsi con il CF. Rispetto agli strumenti che la Federazione avrebbe a disposizione per fare crescere il movimento c'è anche la programmazione, la continuità tecnica, la fiducia nei propri tecnici e la ricerca scientifica? Suvvia, se anche gli sportivi veri si mettono a sragionare come i politicanti allora povera Federazione. Non c'è più speranza!! Fatevi sentire e fatevi valere!!

  3. Deludente ogni oltre misura. Ancora si insiste con la questione che il C.F. debba monitorare costantemente l'operato della Direzione Tecnica. La cosa, oltre ad intralciare l'operato dei D.T. burocratizzando eccessivamente la FISI, impedisce di fatto lo svolgimento dell'attività essenziale del C.F. ovvero occuparsi della programmazione finanziaria economica della FISI e per la predisposizione di politiche e progetti di lungo respiro per assicurare il benessere degli sport invernali.
    I Consiglieri ed il loro Presidente non sono degli Head Coach, né tanto meno i proprietari del giocattolo (tipo presidenti/proprietari delle squadre di calcio), che rischiando di tasca propria propria al limite hanno una pur minima giustificazione per ingerire nell'operato del loro allenatore. In questo caso loro non sono proprietari proprio di nulla!
    Capisco che si trovano nella stanza dei bottoni senza aver la minima idea di cosa significa dirigere un azienda pubblica (non si può paragonare l'esperienza maturata alla presidenza di uno sci club o di ex allenatore/atleta) e che quindi non capendo un "H" di ciò che si deve, e si può fare, rivolgano tutte le attenzioni verso le uniche questioni che in un certo modo "pensano" di conoscere.
    Un errore che si perpetua dalla fine degli anni 70 come ricordato da Cotelli nella contro copertina dell'ultimo numero di RACE, e che condanna una federazione fra le più ricche del mondo ad essere una povera cenerentola vittima dell'ingordigia e del pressapochismo dei propri dirigenti.

  4. Non è mio costume prendere posizione pubblicamente, ma credo che lo sci abbia bisogno di idee chiare e non dei soliti compromessi. Alla luce di questo credo che i mondiali di Garmisch siano andati molto bene grazie ad Innerhofer, Fill, Moellg e Brignone ed ai loro allenatori. Non possiamo trascurare, però, che sia in coppa del mondo che a Garmisch, la squadra di gigante non abbia funzionato e non possiamo trascurare che tutto il settore femminile, segato Much, non abbia conseguito risultati minimamente soddisfacenti. Per questo non sono daccordo con chi sostiene che i mondiali siano andati bene, meglio, non credo siano stati il frutto di un lavoro di squadra ma piuttosto di alcuni atleti che in quel momento sono riuciti a fare "il salto" mentale e di alcuni allenatori che hanno lavorato bene. Ma non possiamo dire che tutti abbiano lavorato bene.
    Se mi è consentito, poi, rispetto alla presidenza di Morzenti, credo sia chiaro a tutti che sia una presidenza con caratteristiche "autoritarie" e di "clan".
    Mentre tutta la società stà andando verso espressioni di grande e maggiore democrazia. Personalmente che il presidente si rifugi dietro al Consiglio federale per le scelte sugli allenatori e addirittura arrivi a chiedere a Ravetto delle proposte mi fa molta tristezza perchè dimostra di non avere alcuna visione futura sullo sci italiano e sullo sci in generale che, sono convinto, dovrà cambiare completamente se vorrà essere al centro dell'attenzione di un grande pubblico.
    Ma non è questa la sede per parlarne.
    Concludo dicendo che io appartengo a quella categoria di persone che hanno come valori l'onestà, la correttezza, la lealtà ed anche la vergogna e se fossi stato condannato, benchè in primo grado, non avrei la forza di mantenere la poltrona, sapendo di penalizzare la candidatura di una cittadina per delle prossime scadenze.
    E credo che i meiei valori siano gli stessi della maggioranza dei montanari-sciatori come me.
    Saluti a tutti