"Dopo Soelden ho capito che non aveva piu' senso"

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Schieppati: «Sto ancora male, così è davvero impossibile»

Alberto Schieppati ha detto basta. O meglio, è stato obbligato a dire basta. Il gigantista azzurro ha avuto un’altra ricaduta causata dal virus Epstein-Barr, che lo tormenta da almeno quattro anni. Durante la preparazione in Argentina, anche forte di alcune nuove cure, la situazione era decisamente migliorata. Poco prima di Soelden invece si sono fatti notare i soliti problemi, la solita spossatezza, quello sfribrante senso di stanchezza. «Inizio settimana prima di Soelden abbiamo fatto due giorni di allenamento a Tignes su condizioni limite, duro, ghiaccio. Ho incominciato a riavvertire i soliti problemi, che poi sono riemersi dopo Soelden. Ho fatto fatica a recuperare, poi la ‘mazzata’ finale al Passo Tonale la settimana scorsa. Neanche quaranta secondi di gigante e dopo due giri ero cotto. Giramenti di testa, senso di stanchezza e svuotamento, gambe che tremavano in continuazione. Stesse sensazioni il secondo giorno. A quel punto ho visto che il mio fisico ancora non riesce a regire a questi sforzi, così ho deciso che era arrivato il caso di smettere. Peccato davvero, di testa ci sono, ero convinto e motivato, in queste condizioni avevo sfiorato una qualifica a Soelden, ma il mio fisico non riesce a reggere, recuperare. Questa era l’unica strada». Quattro anni di condivisione con questo snervante virus. Bassi e alti, momenti positivi, altri di forti ricadute. «Dal 2007 convivo con questa situazione, ora ho capito che non si può più andare avanti. E’ sempre un rincorrere, recuperare, ora sto nuovamente male, e per riprendere le energie ci vorrà almeno qualche mese. Tuttavia c’è il pericolo che poi, quando dovessi stare di nuovo bene, tornando nuovamente ad allenarmi duramente possa ricascarci di nuovo. Ho deciso a questo punto di lasciar perdere». ‘Albi’, classe ’81 nato ad Arese in provincia di Milano, ricorda la sua carriera in Coppa del Mondo: «E’ stata una grande avventura. I ricordi più belli il podio nel 2004 a Kranjska Gora e il quinto posto ai Mondiali di Aare nel 2007. Ringrazio i tanti amici con cui ho condiviso questa esperienza indimenticabile, ossia Davide Simoncelli, Gianluca Petrulli e la Salomon, Matteo Guadagnini, Alexander Ploner, Arnold Rieder e Vittorio Boggian. E Adesso? Fra poco mi congederò dai Carabinieri, poi penserò al mio futuro, credo sempre nello sci. Vedremo. Intanto adesso un po’ di riposo e un pò di svago, magari con la mia altra grande passione, il Kitesurf!».