Day 6 – Azzurre, sulla tenuta atletica non ci siamo

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Manca un po' la cultura di prepararsi 'a secco'

Troppo poco oggi. Certo, ‘Dada’ Merighetti ci ha provato, ma ci aspettavamo comunque di più dalle azzurre. Non solo una questione di tecnica. Le nostre ragazze spesso sembrano ‘cotte’ a metà gara, ‘bollite’. Dal punto di vista della preparazione atletica siamo indietro, non c’è nulla da dire. Diverse le motivazioni, fra cui non dobbiamo dimenticare che le azzurre questa stagione agonistica non hanno svolto i consueti test, da quello d’ingresso a quelli in itinere. "C’è un problema sulla preparazione. Nelle donne è per un certo verso ancora più importante rispetto agli uonini, nel senso che nel settore femminile si può far la differenza con una base importante di lavoro a secco. Si dovrà pensare a dei cambiamenti, è necessario puntare molto su questo aspetto. Manca poi alla base delle nostre ragazze un po’ la cultura del lavoro atletico, cosa che negli uomini è diverso, è un concetto che la donne insomma non è stato ancora metabolizzato", afferma Claudio Ravetto. Oggi Raimund Plancker era nella start area della Kandahar, invece che in pista: "Dalle piccole cose, che poi tanto piccole non sono, si vede un atteggiamento diverso. Mi ha colpito la Goergl, che con degli elastici si scaldava in partenza. Vedevi le altre più attive, più preparate a svolgere esercizi di riscaldamento, di stretching". Oggi, ‘Dada’ a parte, sono partite senza ‘cattiveria’ agonistica ci diceva Plancker, ma anche sotto tono, fiacche, spente.

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