Day 4 – Fisi, rivedere regole su deleghe e Consiglio

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Intanto la Fisi ha motivato la bocciatura del ricorso del Sai Roma

La Commissione Giustizia e Disciplina di II grado della Fisi, dopo aver respinto il ricorso del Sai Roma circa l’annullamento dell’Assemblea Federale dello scorso aprile che ha eletto Giovanni Morzenti, ha esplicitato le motivazioni in un comunicato stampa: "Dopo una ricostruzione dettagliata dell’intera vicenda e un’analisi approfondita di ogni “presunta irregolarità” denunciata dal ricorrente, la Commissione di Giustizia, facendo proprie le conclusioni e le argomentazioni formulate dalla Federazione, per l’occasione difesa dall’ Avv.Massimo Ciardullo, ha inequivocabilmente concluso per l’inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione e, comunque, per l’infondatezza nel merito di ogni motivo sollevato. La decisione della Commissione ha smontato, punto per punto, tutte le tesi del ricorrente, dimostrando così che non  vi è stata alcuna irregolarità nello svolgimento dell’Assemblea Federale  e nelle operazioni di voto". Così si legge su Fisi.org. Ovviamente il Sai Roma non ci sta e ricorrerà alla Corte suprema dello Sport del Coni e per via ordinaria. Aspettando una comunicazione ufficiale del sodalizio laziale, facciamoo alcune considerazioni. Innanzitutto l’opinione pubblica sembra chiedersi da chi  fosse composta la Commissione giudicante, perchè essendo votata dal Consiglio va da se che è espressione della maggioranza ‘morzentiana’. Questo probabilmente sarà uno dei punti di forza del Sai, anche se il club romano è convinto della bontà delle sue denunce. Intanto si registra una cosa davvero positiva. Grazie all’interesse della stampa (noi siamo stati fra i primi a dibattere dell’argomento), siamo sicuri che dalla prossima elezione Fisi ognuno farà pesare il proprio voto. Questo confronto fra Fisi e Sai Roma fa capire insomma l’importanza di un’assemblea elettiva, fa capire il valore della democrazia interna. Fino ad oggi si delegava senza nemmeno sapere nulla, senza interessarsi fino in fondo, l’elezione era vista come una scocciatura, un viaggio inutile fino a Milano. Prima non interessa, poi però al primo problema si tira in ballo la democrazia e il discorso delle scelte ad condividere, dei criteri giusti o sbagliati. Questo deve servire da lezione. A dire la verità poi, sembra ormai sorpassato il concetto della delega. E’ giusto che ogni società si prenda a cuore le sorti dell’elezione: chi c’è vota, chi non c’è pace e amen. I partiti politici hanno capito che il sistema delle deleghe porta più facilmente non solo a brogli, ma anche a centralizzare le decisioni allontandando la base dalle scelte. Lo hanno capito i partiti politici che sono dei carrozzoni burocratici, e giusto che lo capisca anche una ‘fetta’ di sport italiano. Inoltre sarebbe ora di metter mano allo statuto. Non esiste che i Consiglieri Federali siano legati al Presidente. Non può cadere il Presidente insieme al Consiglio, i due ruoli devono essere slegati, distinti, autonomi. Gurdate il caso di questi mesi. Siete sicuri che se i presunti ‘fedelissimi’ di Morzenti non lo avrebbero potuto sostituire in corsa, rimanendo in carica, non lo avrebbero fatto?. E’ giusta l’elezione diretta, ma è anche giusto cambiare il presidente in itinere se vi sono questioni delicate. Questa è democrazia. Il consiglio Federale è in questo modo ‘ostaggio’ della figura del presidente. Ci sembra un pò come il ‘listino’ bloccato delle elezioni regionali di cui tanto si parla in queste settimane, dove è più facile mettere dentro le ‘Minetti’…