Coppa del Mondo, e’ giunto il momento dei cambiamenti?

Gary Black ne parla in un editoriale su Ski Racing, il tempo è scaduto?

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Gary Black, dalle colonne di Racing Ski, lancia il sasso. Chi lo raccoglierà? Si parla di audience televisiva, in calo eccezion fatta per tre paesi, e del momento giusto per apportare cambiamenti seguendo il corso dei nuovi media, in un mondo, quello degli sport invernali in generale, e dello sci alpino in particolare, sempre autoreferenziale da troppi anni. Vi proponiamo i passaggi più significativi, quasi tutti, del suo articolo comparso sul sito della rivista americana.

TEMPO DI PENSARE «In piena estate, con agosto alle porte, si potrebbe pensare esclusivamente ad andare al mare, o al massimo al lago in montagna. Sarebbe un’ottima azione da compiere, ma credo che per i membri del consiglio FIS sia invece arrivato il momento di riflettere sul ‘richiamo all’azione’ fatto da molti Comitati chiave nell’annuale meeting FIS, andato in scena nell’improbabile location di Varna, in Bulgaria. E’ il momento di far prendere al nostro sport preferito una nuova direzione sulla neve. Tre Comitati si sono trovati d’accordo: dobbiamo cambiare la Coppa del Mondo per invertire la rotta, in declino, degli ascolti televisivi. Sono in calo, decisamente, secondo quanto riportato dal Comitato marketing della FIS. Innanzitutto, l’audience televisiva è riservata a persone dai 50 anni in su. I teenagers e gli adolescenti in generale sono a malapena sintonizzati. Ma il dato più preoccupante è un altro e riguarda la location degli ascolti. Germania, Svizzera e Austria rappresentano il 75% del mercato televisivo della Coppa del Mondo di sci alpino. Analizzando i dati nel dettaglio, la situazione è ancora più preoccupante. Se ogni televisore in Svizzera e Austria fosse sintonizzato sullo sci (e non è così) si raggiungerebbe un’audience di 14.000.000. Se il 10% del pubblico tedesco cambia canale, la FIS si ritrova ad avere seri problemi. Il mercato tedesco di 90.000.000 è grasso che cola per la FIS, ma tutto sembra essere concentrato in questa zona».

FUTURO – «Per fortuna – prosegue Black – un anno fa al congresso di Barcellona la FIS ha chiamato l’allora segretario generale della Federazione svedese, Niklas Carlsson, a presiedere il Comitato alpino di Coppa del Mondo. Relativamente giovane per questi livelli, Carlsson è un pensatore moderno con il giusto tocco diplomatico. Ha aperto la sua prima riunione ringraziando chi ha portato la Coppa del Mondo a questi livelli, Serge Lang, Bob Beattie, Honore Bonnet. ‘Siamo tutti qui – aveva ammesso – per amore della Coppa del Mondo ed è dura cambiare qualcosa. Ma dobbiamo incoraggiare la proposta di nuove idee”, ha aggiunto.  Per gli osservatori di una certa età, le sue parole sono state sorprendenti. Negli ultimi 20 anni, nessuna minima idea di trasformazione o cambiamento ha nemmeno sfiorato il Consiglio della Coppa del Mondo. Ma Carlsson ha chiesto a tutti i membri di farsi venire delle idee durante l’estate, da discutere poi durante il prossimo meeting a Zurigo, del tipo ‘Che cosa possiamo fare per rinnovare la Coppa del Mondo?’ E persino Bernhard Russi, Presidente del Potentissimo Comitato Esecutivo Alpino (AEC) gli ha fatto eco. E’ vero che solo il Consiglio FIS può cambiare le cose, ma AEC è una voce molto importante. Ebbene, Russi ha fatto notare che lo sport ‘necessita dei cambiamenti’, senza per altro definire quali. Ha aggiunto però che ‘i cambiamenti stessi portano sacrifici’ e che è tempo ‘di far andare la barca più velocemente'”.

OLIMPIADI – «A tutto ciò – conclude Blacksi aggiunge il fatto che il CIO, il Comitato Olimpico, ha da poco inserito il Team Event nel programma della manifestazione a Cinque Cerchi, una battaglia vinta dopo un lungo inseguimento da parte di Gian Franco Kasper, a lungo criticato per questo. Insomma, i membri del Comitato Esecutivo FIS hanno un’opportunità importante, nei prossimi mesi, per aprire la Federazione a nuove strade, per portare un’energia nuova, che si può poi trasmettere alla Coppa del Mondo. Nessuno, in primis Carlsson, pensa che i cambiamenti siano semplici; ma ci dovrà essere qualcosa di più di una discussione, si augura. E allora lancio un appello, a tutte le persone coinvolte: prendetevi un po’ del vostro tempo per pensare, proprio adesso che state immergendo i piedi nella sabbia o nel mare».

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Stubaier Gletscher täna, ca 09.00 hommikul. Kihutaja: Tormis Laine Posted by Estonia Alpine Ski Team on Sabato 27 giugno 2015

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

5 COMMENTI

  1. GPA sono d'accordo con la tua esamina più articolata ed inoltre direi che a mancare sinora sono state proprio le idee.
    Ma partiamo intanto dal gesto atletico,sicuramente menomato dal35mt.quando invece con il 27 ed una opportuna inquadratura delle telecamenre(per passione ma mi occupo di queste cose)si potrebbe ottenere un risultato fantastico.
    Stiamo usando di droni per delle prove,vi garantisco che si possono fare riprese incredibili sull'atleta.
    Inutile cercare gare strane,lo sci alpino è fatto di 4 discipline,il resto sono seghe mentali.
    Inoltre andrebbe copiato il modo in cui organizzano i ns.cugini d'oltralpe,dove a fianco alla gara viene organizzata una serie di eventi collaterali che coinvolgono anche chi non ha mai sciato.

  2. Il problema del 35 lo conosco bene perchè l'ho vissuto in diretta con mio figlio. Ed è molto articolato. In primo luogo,da medico e da appassionato,sono pienamente convinto che non abbia ridotto gli infortuni,forse è addirittura il contrario.La cosa paradossale è che,a fronte di un cospicuo aumento del raggio degli sci,le tracciature sono diventate più angolate,riducendo la velocità ma soprattutto obbligando gli atleti a sforzo nettamente maggiore con conseguente,a mio avviso,aumento del rischio soprattutto negli atleti non allenati e preparati fisicamente come i top. Non concordo pienamente sul fatto che sia stato tarpato il gesto atletico,ma più che altro direi che sia sicuramente meno bello da vedere e che,molto frequentemente,gli atleti si divertano ben meno che prima e,in questo senso,possono essere tarpati. Ma se vogliamo portare lo sci al grande pubblico,al di fuori di quei 4 gatti per cui è sport nazionale,bisogna soprattutto rivedere le cose in termini di spettacolarità. E allora ben vengano il parallelo,gli slalom a eliminazione,le libere "all'antica",i city-event i team-event e chi più ne ha più ne metta,e non solo in WC,ma anche prima,molto prima! Personalmente ho assistito(N.B: di domenica) a molte gare FIS in cui il primo faceva una decina di punti,gare in cui lo spettacolo non è di molto inferiore ad una WC e nelle quali solo un esperto può rilevare le differenze. Inutile dirvi quanti erano gli spettatori perchè lo sapete bene,ma inutile dire anche che la gara non era stata affatto pubblicizzata. E questi sono solo alcuni punti,poi su cosa vogliano lavorare i capi della FIS non ho idea(sempre che loro ne abbiano almeno una)

  3. Fino agli Allievi nessun problema i ragazzi si divertono a sciare, ma nei Giovani con questi maledetti 35 metri non si diverte più nessuno ed in campo libero sono assurdi. Risultato? meno divertimento e meno atleti che continuano.