Che fine faranno i '92?

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Poncet, Manfrini, Damian, Cazzaniga? Intanto si fa il nome di Da Villa

Domani mattina alle 10 in via Piranesi c’è Commissione Giovani. Nasceranno le squadre C, o meglio, i gruppi di lavoro unificati C&B. Ieri abbiamo fatto alcuni nomi dei probabili per il settore maschile, ma in queste ore, da confronti, discussioni e voci di corridoio sembra fra i nuovi innesti farsi avanti un altro nome.

DA VILLA, UN ALTRO NOME PER LA SQUADRA – Salgono le quotazioni infatti dell’ottimo Davide Da Villa, classe ’95. Il trentino è giunto sesto agli Assoluti di slalom e per la seconda volta si è laureato campione italiano di slalom ai tricolori Aspiranti.

SCELTE CONDIZIONATE DAL BUDGET – Tuttavia sembra proprio difficile che vengano inseriti i ’92. Certo, mancano i soldi si continua a ripetere, così le scelte, a volte, più che dettate da motivazioni tecniche, sono conseguenze di badget riscati. Così si deve leggere l’introduzione nel gruppo ‘atleti di interesse nazionale’ di gente del calibro di Riccardo Tonetti, Hagen Patscheider e Paolo Pangrazzi. Così si deve leggere la probabile clamorosa esclusione di Andrea Ballerin. Così si deve leggere il fatto che atleti validi e titolati  come Marco Manfrini, Federico Poncet, Davide Cazzaniga, Johannes Damian non saranno con molta probabilità considerati per la squadra azzurra. Ma il problema è che questi atleti diventeranno Senior e non avranno più i Comitati regionali dietro e nemmeno i gruppi sportivi militari. Questi ultimi tuttavia stanno pensando alla formula del tesseramento per alcuni, ma è anche vero che molti atleti ed atlete rientreranno ai gruppi a causa dei tagli delle squadre. Insomma, vita dura per questi ’92 validi e valorosi che da ‘fuori squadra’ si sono distinti nel circuito Grand Prix. Non si può vincere a vent’anni ed essere obbligati a pensare di smettere…

8 COMMENTI

  1. che qualcuno chiarisca a cosa serve Futurfisi è doveroso. L'augurio era quello di garantire quella fascia di talento che rischiava di rimanere schiacciata tra l'attività di club/comitati e le squadre nazionali, di fatto sta diventando la mannaia che rende ancor più grave lo scollegamento tra base e vertice.

  2. Riflessioni a tutto campo su quanto avete detto sino ad ora…..
    NJR, è giusto che in comitati grossi (tanti partecipanti) le mantengano e siano il circuito di riferimento per gli aspiranti, falso pensare che andando in giro ad abbassare di qualche punto serva per il futuro di chiunque sia aspirante.
    Al terzo anno di Giovani il tuo valore in punti (infortuni a parte) rispecchia il valore dello sciatore.Il fare esperienze sulla velocità è il vero problema, ma non dimentichiamoci che volendo l'allenamento con gli sci lunghi si puo' organizzare!!!
    Futur fisi, che chiariscano a cosa serve, x me dovrebbe essere la struttura che inserice i giovani alle gare di Coppa Europa…. quindi prima di prendere un aspirante in questo gruppo ci penserei veramente tanto!!
    Chiaramente il discorso è sui maschi, le femmine sono 1/2 anni in anticipo, quindi….

  3. Molto tristi queste note. Parlo da appassionato e genitore di atleti,non da tecnico. Sport strano lo sci. L'età media degli atleti top si è alzata notevolmente,la nostra federazione mette nella condizione di dover smettere atleti validi ventenni,che magari,specie se maschi,potrebbero raggiungere il loro limite,anche molto elevato,alcuni anni dopo. Penso a mio figlio,che ha iniziato a gareggiare a 4 anni. E' vero che a 21 avrà 17 stagioni di gare sulle spalle,ma è anche vero che,qualora a quell'epoca fosse ancora in crescita tecnica sarebbe un grande dispiacere vederlo smettere solo per "assenza di sbocchi".
    Quindi ben vengano i gruppi militari che tesserano come sci club(attenzione però alla clausola per entrare che è l'essere dichiarati "atleta di interesse nazionale" dalla FISI,forse eccessiva a questo punto)e i Comitati che aprano le squadre agli atleti meritevoli divenuti senior e non in squadra. Ovviamente il problema è sempre uno,quello economico. E allora condivido il discorso sui tesseramenti di Trailblazer e quello di Ciccio sulla spartizione dei soldi elargiti dagli sponsor,nonchè sulla gestione degli spazi di allenamento. Utile,per non dire indispensabile,in quest'ottica,la trasformazione di molte gare NJR in FIS,per permettere ai senior di correre più agevolmente e a tutti di evitare o ridurre i "viaggi per i punti". Vorrei concludere,in relazione al discorso dell'enorme numero di gare NJR che si disputano in Italia rispetto agli altri paesi,con una annotazione che avevo già riportato in altre occasioni. Molti Comitati,specie quelli più importanti e con maggior numero di atleti,individuano nell'ambito delle NJR le cosiddette CIASP,cioè gare di qualificazione per gli Italiani ASpiranti. Questo comporta l'obbligatorietà di partecipazione per gli aspiranti che induce lo sci club a portare,per questioni economiche,anche tutti gli altri. Questo vincolo impedisce la partecipazione ad eventuali gare interessanti concomitanti. Portando sempre l'esempio di mio figlio,essendo in AOC le gare CIASP solo SL e GS(assurdo!)si è ritrovato a non fare velocità,al punto di gareggiare solamente in due SG a Passo S.Pellegrino,in occasione dei quali l'allenatore che ha accompagnato lui ed un suo compagno ha detto loro "ovviamente vi porto solo a fare un allenamento".Perchè altro non poteva essere,perdendo ulteriori possibilità. La conclusione di questo discorso è che,entrando in ambito FIS e qundi con regolari punti, l'accesso agli Italiani Aspiranti non dovrrebbe esser regolato con lo stesso sistema dei Children,ma semplicemente in base ai punti. Corrono in 100? Bene, i migliori 100 punteggiati per singola disciplina prendono parte.Punto. Così facendo si toglierebbero molti "vincoli locali",si aiuterebbero i senior ad avere più gare disponibili e si potrebbe distribuire l'esperienza dei giovani su tutte e 4 le discipline. Ma sembra utopia………

  4. Dato per assodato che le risorse finanziarie di Fisi sono limitate ecco le idee di non adetto ai lavori: Abolizione di Futurfisi, distribuendo fra i Comitati – che lavorano gia' in maniera ottimale v. risultati NJC – parte delle risorse ed a tal proposito lo sponsor tecnico Teva potrebbe suddividere una parte di quanto erogherebbe a Fisi direttamente ai Comitati. Inoltre Fisi potrebbe acquistare un paio di piste fra Plateau Rosa' e Stelvio, concedendone l'uso ai Comitati quando non dovessero essere utilizzate dalle Nazionali maggiori – Offrire agli stessi Comitati la possibilita' di utilizzare la struttura di Novarello. Nel contempo invitare/obbligare i Comitati ad "assistere" quell'uno o due seniores, non facenti parte di Gruppi Sportivi, che intendessero, visto il loro buon livello, proseguire l'attivita' agonistica, aspetto che non dovrebbe riguardare il settore femminile. Far modificare ai Comitati/Sci Club un certo numero di NJR in FIS, si eviterebbe di inseguire per l'Europa ad inizio e fine stagione, la gara "da punti" Ed i costi si ridurrebbero per tutti!! Un DT per i maschi ed un DT per le femmine che organizzino brevi raduni di 2/3 gg zonali e per singola specialita', appoggiato dai responsabili dei vari Comitati e/o gruppi sportivi coinvolti riservato a coloro ritenuti i migliori dai responsabili (es: piemonte valle d'aosta e magari lombardia etc – i centro italia purtroppo li vedo viaggianti….) Fisi in questi casi potrebbe sostenere anche marginalmente i costi – Gli stessi DT che partecipino ai raduni dei Comitati, onde poter loro stessi valutare le qualita' dei singoli atleti – Aprire ai migliori qualche allenamento della nazionale, specie per le discipline veloci – I DT avranno qualche mese per fare le loro valutazioni poi dovranno puntare forte, mettendoci la faccia (v. CE), su qualcuno, per poi ove possibile completare i contingenti a disposizione con altri elementi, che dovessero dimostrare durante la stagione di meritare fiducia. Due DT che dovranno COMUNQUE dire quale saranno i loro progetti, che dovranno dare suggerimenti sull'utilizzo dello sci corto o lungo e che di conseguenza valuteranno con logicita' i risultati che ne dovessero scaturire.

  5. trilblazer.. goal! in pratica un po' di professionismo in più….
    e sincerità/chiarezza, esempio… bravo Da Villa, ma "spingere" su un aspirante di questi tempi per un gruppo che deve puntare ad inserire ragazzi in coppa europa… mi sembra prematuro di questi tempi.
    L'esempio Ravelli è recente….

  6. Soluzioni nel breve? La vedo dura!
    Mancano i soldi… slogan o realtà? Forse la verità sta in mezzo.
    Di solito è bene basarsi sui bilanci, cha fino al 2012 in FISI erano messi on-line: io però non li trovo più (se qualcuno li avesse…) e quindi mi diventa difficile sapere il bilancio preventivo del 2013, come d’altra parte il risultato d’esercizio 2012. Inoltre le voci sono aggregate o non per singola disciplina olimpica.
    Un dubbio che sarebbe chiarito dai bilanci è: ci sono meno entrate oppure si dirotta una quota più ingente per le Olimpiadi, sacrificandole ai movimenti giovanili? Questo già ci darebbe un quadro più esaustivo.

    La tessera FISI quest’anno costava 10 euro in meno: al netto delle minori spese per la copertura assicurativa meno estesa, per i 90.000 tesserati si parla di circa 700.000€ di entrate in meno (stima). Inoltre, e qui si ritorna agli obiettivi, sembra che a fronte dei 10 euro in meno ci sia circa un 15% in meno di tesserati. Era proprio una scelta da fare in questi frangenti? Non è il caso di avere tessere differenti a seconda del tipo di attività che si vuol fare (giovani, amatori, agonisti, dirigenti…)?
    Altre voci allarmanti sostengono che l'Ufficio di presidenza della Fisi abbia deciso di impegnare tutti i fondi derivanti dai diritti televisivi dei prossimi quattro anni per far fronte ai debiti in scadenza. Sarebbero stati anticipati anche gli incassi del Pool Italia.

    Ad ogni modo, occorre arrendersi all’idea che i contributi pubblici non potranno mai crescere, anzi… Per questo sostengo che sia necessario pensare a modelli alternativi al trentennale (o più) schema club/gruppi militari (che vivono anche loro di soldi pubblici) – comitati (finanziati da FISI) – squadre nazionali.
    Il contributo di privati deve venire costruito anche in FISI: so benissimo che questo cambio di paradigma nel mondo CONI sia quasi fantascienza e di sicuro non potrà avvenire nel breve periodo (perché significa anche cedere parte del potere politico e contrattuale); e che la strada sia lunga, impervia e soprattutto sconosciuta: basta solo guardate come la FISI snobbi una manifestazione come le Children Series, perché fuori dal suo patrocinio.
    Il limitarsi a sporadiche sponsorizzazioni non permetterà mai programmi a medio-lungo termine. Il privato non deve essere più visto solo come uno sponsor, ma occorre individuare attori che diventino parte integrante del sistema di costruzione degli atleti (tipo academy per giovani) oltre che attivare quei meccanismi di interscambio di tecnici e di concreta gestione di gruppi specialistici tra gruppi militari. Ovvio che in cambio questi nuovi attori dovranno ricevere qualcosa.
    Con questo non voglio dire che tutto sia semplice, anzi: un conto è investire su sport che hanno rilevanza internazionale, un altro su discipline più di nicchia. I ritorni sono certamente più modesti.
    L’argomento è troppo complesso per venire trattato in un semplice post; solo per riassumere il concetto: favorire lo sviluppo di squadre private (giovanili e non) e creare un network condiviso di risorse con la federazione.

  7. …è un momento sicuramente difficile, da un punto di vista finanziario, vi invito tutti a trovare soluzioni e chi ha idee di esprimerle perché è assurdo "abbandonare" ad esempio uno come Ballerin…….ma cosa dovrebbe fare questo atleta? …..RITIRARSI…per non parlare degli altri bravi giovani (sopra citati e non solo). GRAZIE