Cervinia, il primo stage dei Senior

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Oggi però niente ghiacciaio a causa dei temporali notturni

A Cervinia il primo stage dei ‘Senior di interesse nazionale’ con un raduno incentrato sul gigante. Quattro giorni in programma per Nicola Rota (Sci Club Goggi), Giulio Bosca, Alessandro Brean e Federico Poncet (Esercito), Rocco Delsante, Francesco Romano, Marco Manfrini e Andrea Ballerin (Fiamme Oro), Jacopo Di Ronco (Forestale) e Adam Peraudo (Carabinieri). 

OGGI NIENTE GHIACCIAIO – Questa mattina a causa dei temporali notturni i ragazzi non sono saliti in ghiacciaio e si stanno trasferendo in palestra per una seduta ‘a secco’. 

LA PAROLA A ‘CAPITAN FUTURO’ – Ecco il dt giovanile Alessandro Serra: «Questo è il primo dei tre stage che abbiamo organizzato con atleti militari e non di ‘interesse nazionale’. A Cervinia gigante, slalom poi nell’indoor di Wittenburg e velocità ad Hintertux. Il nostro è un concetto di ‘squadre aperte’, non vogliamo perdere nessuno, l’obiettivo è verificare in itinere la condizione dei nostri ragazzi. I contingenti per la Coppa Europa non si completano esclusivamente con i C&B, questi stage sono utili per selezionare gli atleti più competitivi», ha fatto sapere Alessandro ‘Capitan Futuro’ Serra, che ha sostenuto già in passato che «i contingenti nel circuito continentale saranno sempre riempiti, già dalle prime gare, ma con formazioni competitive. Nulla sarà lasciato al caso». Con Serra presenti anche i coach militari Luca Liore, Michel Davare e Martin Karbon.

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RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

14 COMMENTI

  1. Alla fine è sempre,molto tristemente,un problema di soldi. Qui si parla di atleti forti che non sono entrati in squadra ma che hano ricevuto appoggio dai gruppi militari,anche se molti solo con il tesseramento,quindi non arruolati. Dice bene Zano:campioni pochissimi,atleti bravissimi molti.Purtroppo molti di questi per un pelo non entrano neanche in questo "giro di recupero", e allora qualcuno smette perchè perde la voglia,magari perchè non ha modo di allenarsi adeguatamente,ma i più smettono per problemi economici. I ragazzi maturano non solo sciisticamente ed a un certo punto capiscono. Cito una frase di mio figlio,95,detta a proposito di un ragazzo del 90:"non scia affatto male,è sempre andato abbastanza forte,ma qui l'abbastanza non basta. Dovrebbe capire che è ora di smettere di far spendere un mare di soldi ai suoi….". Al di là dell'accusa che si potrebbe fare,cioè di fare i conti in tasca agli altri,mi sembra che la frase sia significativa del fatto che,a questi ragazzi,sia stato inculcato il concetto che se a 20 anni non sei in squadra o a tiro,conviene smettere e fare il corso maestri. Molto triste,ma molto reale

  2. ogniuno di noi dice la sua verità, basata sulla propia esperienza … e su quanto sentito da figli atleti, genitori e amici … sarebbe bello avere anche la voce degli uomini Fisi. Sicuramante quasi tutto lo sport italiano si basa sui gruppi militari … per fortuna che esistono e sono molto bravi a fare il loro lavoro. In Francia, Svizzera o Germania come funziona ? … hanno solo molti più soldi di noi ?

  3. beh zano….se la metti su questo piano è esattamente quello che fanno i liberi professionisti..investono il loro guadagno nella loro attività…comunque torniamo a parlare di cose serie…questi ragazzi in parte si pagano gli allenamenti ma in parte credo che i rispettivi gruppi sportivi gli paghino alcune spese e gli danno uno stipendio (almeno x gli arruolati)..comunque credo di poter dire che da parte della federazione sia cambiato l'atteggiamento nei confronti dei militari e dei fuori squadra in generale…almeno questo va ammesso.

  4. … comunque non voglio accusare la FISI, se quello che fa è il massimo che può fare con i pochi soldi che ha a disposizione … OK.
    Se poi mi dici che le trasferte e gli allenamanti se li pagano con gli stipendi dei gruppi militari … è come se io lavorassi e con il mio stipendio pagassi l'ufficio, la segretaria, i costi di gestione e alla fine del mese per vivere non mi restasse più nulla.

  5. mi sembra che l'iniziativa fatta dalla fisi ricalchi quello che dici tu zano…non perdere atleti che ad oggi non sono ancora diventati campioni o che non hanno ancora raggiunto una maturità tale da poter gareggiare ad alto livello..per quanto riguarda le squadre forse quest'anno la B

  6. … è un discorso complicato, ma ormai in tutti i settori si da la priorità ai giovani dimenticandolo appena diventa "vecchio" Il confine fra le due categorie è estremanate netto: fino a 20 anni sei giovane… a 21 sei vecchio !!! Non si tiene conto, tra l'altro, che ogniuno raggiunge la maturità in tempi diversi ma soprattutto si spera che a 18 anni uno si manifesti già come un CAMPIONE. Se non lo è, è da sostituire al più presto. In tutti gli sport ci sono POCHISSIMI Campioni e molti bravissi atleti… alcuni bravissimi posso diventare CAMPIONI ma non bisogna ABBANDONARLI altrimenti non ci si deve stupire che la ns squadra è fatta da Moelgg, Blardone, DeVille, Simoncelli … tutti formidabili vecchietti !!!

  7. … per fortuna hanno un aiuto dai gruppi militari di appartenenza ma una buona percentuale dei costi li pagano di tasca loro. Mi pare che i gruppi militari contribuiscono solo in Italia, ma le trasferte estive in Svizzera, Argentina e Nuova Zelanda sono completamante a carico dell'Atleta.

  8. … resta comunque un dubbio, possibile che bravissimi atleti come Ballerin , Tonetti, Pangrazzi ( Campione Italiano DH 2013), … tutti del 87,88,89,90, debbano restare fuori dalla Nazionale per dare spazio a ragazzi del 95,96 che devono ancora dimostrare tutto ? Ormai nello sci l'età della maturità si è alzata a 30 anni … silurare un ragazzo di 23-27 anni mi sembra un grosso errore e una enorme perdita. Va bene spingere il Futuro ma questo non deve essere un danno per il Presente.