Carlo, il fenomeno incredibile

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Janka vince a undici giorni dall'operazione e con un solo giorno di sci

Carlo Janka fa proprio impressione. Lo svizzero, sul gradino più alto del podio nel gigante di Kranjska Gora a undici giorni dopo esser stato in ospedale per debelalre il battito cardiaco impazzito, arriva in sala stampa con la solita flemma e tranquillità che quasi ti fa innervosire. L’uomo di ghiaccio che tutti conosciamo continua a non fare una piega, anche se per una volta, a denti stretti e con un sorriso velato, ammette: "Per la prima volta ero un po’ teso". Un po’, figuriamoci, mai allargarsi troppo. Ma questo ragazzotto che viene dal Cantone dei Grigioni è fatto così. Poco peso alle vittorie, e di conseguenza, poca enfasi anche ai problemi, alle sconfitte, alle debacle. Lo svizzero è stato protagonista di un miracolo. Una decina di giorni sottoposto a termoablazione, per una aritmia significativa, adesso il numero uno su una pista insidiosa, sbaragliando una concorrenza agguerrita a dir poco. Un robot questo Janka, anche se la sua forza è davvero la serenità interiore, la convinzione di essere forte, competitivo, invincibile. Ma per una volta anche lui si è preoccupato. "Ieri durante la vigilia avevo un po’ di timore. Durante tutto l’inverno facevo fatica a recuperare dopo una manche, dopo una prova, dopo una gara. Avevo il battito molto alto anche fino a mezz’ora al termine della performance e poi di colpo scendeva. Prima su di giri, poi a pezzi, brutta sensazione. Ho cercato di non perdere serenità, perchè poco dopo mi riprendevo. Ma alla fine, ad inizio Mondiale abbiamo deciso di correre ai ripari con un’operazione, il mio cuore era sempre più ballerino. Questa aritmia era una conseguenza del virus che da due anni mi debilita, adesso però sembra che tutto sia a posto. Oggi era un banco di prova importante per il mio fisico. Fra le due manche e a fine gara non avevo più battiti del cuore irregolari". Janka ha rimesso gli sci martedì, ma solo martedì. "Già, ho fatto allenamento solo un giorno, ma mi sono dovuto fermare per il mal di schiena. Poi ieri la sciata in pista. Oggi è un grande giorno, perchè in questo stato di condizione non ho paura di nessuno. Anzi, adesso ho ancora chance per la Coppa del Mondo di superG. Poi l’anno prossimo, c’è da vincere ancora la Coppa del Mondo generale". Un giorno di pali a undici da quando si trovava in ospedale: risultato, numero uno oggi. Che dire? Fuoriclasse. Punto e basta, non ci sono altre parole. Kranjska Gora non poteva festeggiare con un’ impresa migliore la cinquantesima edizione del Pokal Vitranc.
 

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Gabriele Pezzaglia
RESPONSABILE WEB - Milanese classe 1974, è giornalista pubblicista. Dal 2004 segue la Coppa del Mondo di sci, dal 2007 lavora con la Mulatero Editore. È responsabile sito web e area agonismo di Race Ski Magazine e inviato sul campo. Accreditato a tre Olimpiadi invernali: Torino, Vancouver e Sochi. Quando non è sulla neve, pedala...

2 COMMENTI

  1. Continuate ad appellare,come in uno scorso numero di racemag,janka con "ragazzotto".vi segnalo che "ragazzotto"oltre che desueto e'dispregiativo.e'un po'come chiamare "zitella"una signora di una certa eta'senza compagno.