Bravo Paris, ora anche supergigantista

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Parola di De Chiesa – Aspettiamo altre piste ma 'Domme' è partito bene

Se le prime prove di velocità parrebbero indicare Jansrud nuovo mattatore, Paris gli è alle costole. Avvicinando il microscopio alla sua sciata, ho notato un’evoluzione tecnica a partire dall’assetto, aerodinamico in curva e ad angoli chiusi per la sua stazza, eppur mai statico, frutto di una fluidità d’azione non più riscontrata dopo la caduta di un anno fa in Val Gardena. Se in discesa, dopo aver segnato il 2° tempo in fondo al muro, Dominik ha perso il podio nel rush finale, terreno di caccia per scivolatori come lui, in superG, con raggi di curva ben diversi e distanze tra le porte soffocanti per uno che privilegia lo sfogo nelle traiettorie d’uscita, ci ha deliziati da cima a fondo: sia nelle velocissime tornate ondulate della parte iniziale, sia sul muro, imboccato con tempismo d’inversione perfetto per azzeccare la linea della prima porta sul ripido, invisibile in tutta la fase di svincolo dello spigolo, così come nelle anguste curve a bassa velocità davanti all’arrivo. E occhio alla reattività, come dimostrato nel guizzo in atterraggio sul salto per scartare il palo! Che sia una piacevolissima novità vederlo sciare così lo dimostra il primo podio in carriera nella specialità. Certo, non possiamo paragonare Lake Louise ad altre piste, ma prendiamo per buono il segnale canadese: non credo sia un fuoco di paglia!