Australian Cup, Daniele Sorio quinto a Mt Hotham

In Australia anche Menegalli, Gualazzi, Franceschetti e Manfrini

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Un gruppetto di atleti italiani ha raggiunto l’Australia per proseguire gli allenamenti e partecipare alle prime gare. Ad organizzarsi e partire sono stati Daniele Sorio, Nicolò Menegalli, Michele Gualazzi, Pietro Franceschetti e Marco Manfrini.

SORIO QUINTO – Questa notte intanto hanno disputato a Mt. Hotham il primo slalom gigante valido per l’Australian New Zealand Cup. Daniele Sorio ha concluso al quinto posto in 1.57.93, staccato di 1”89 da Adam Zampa, vincitore in 1.56.04. 11° Nicolò Menegalli (1.59.01), 12° Michele Gualazzi (1.59.02) e 15° Pietro Franceschetti (1.59.45). Non ha concluso la prima manche il trentino Marco Manfrini.

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6 COMMENTI

  1. E' tutto vero ciò che dite come è vero che ogni squadra di calcio ha anche un megasponsor che contribuisce ai bilanci.
    E' vero anche che fino a non molti anni fà lo sci era sport praticato da una moltitudine di persone,ora stà diventando per pochi eletti e apassionati.
    Gestire una stagione agonistica stà diventando economicamente sempre più difficile per tutti quelli che vengono "da sotto",le proiezioni parlano di un vivaio che si stà decimando di anno in anno.
    In pieno accordo con GPA,quando dico di portare il Coni a Milano vuole solo essere una metafora per separare l'entità sportiva da quella politica,che poi ne definisce il destino di anno in anno.

  2. Il giochino del pagamento per aggregarsi è comune anche ad altre nazionali,vedi ad esempio il Canada dove ci si può aggregare alla nazionale "spesata",ovviamente se atleta di livello (in genere quelli che sono stati appena esclusi)per partecipare non solo agli allenamenti ma anche alla stagione di gare di Coppa nella propria specialità per una cifra intorno ai 30000 dollari. D'altronde, a livello più basso, gli aggregati ai comitati quando vengono convocati per allenamenti pagano rigorosamente come con lo sci-club. Non c'è niente da fare: gli sponsor non girano perchè non c'è ritorno,pensate ad una gara FIS NJR,anche di domenica,non parliamo di quelle in settimana, e ad una partita di calcio di un livello che possa essere considerato equivalente. Lo sci resta sport costosissimo e di nessun ritorno se non arrivi a livelli eccelsi,problematico specialmente per quegli atleti "bravi ma non bravissimi", a mio avviso il livello in cui si sente maggiormente la problematica economica

  3. ho saputo che i ragazzi della squadra "interesse nazionale" ( per cui non un ragazzino) deve pagare circa 600 € per aggregarsi, in Italia, una settimana alla squadra A … ricordiamoci che sono Professionisti e che gareggiare è il loro lavoro … e che di solito un lavoro porta reddito … nello sci invece paghi… e poi se non porti i risultati, via, avanti un altro … che se lo può permettere. La colpa di tutto è solo la perdita delle entrate del Totocalcio ?

  4. MMMMM,non credo che se il CONI avesse sede a Milano cambierebbe qualcosa,il giro di soldi del calcio è unico,gli interessi in gioco enormi,gli altri sport saranno sempre "minori",e di molto,nei suoi confronti.
    Tutto a proprie spese,dice giustamente Zano. E questi sono in squadra,dimostrando che la forbice economica nello sci resta evidente persino quando sei già arrivato tra i pochi eletti della Nazionale. Figuriamoci,come già detto in altra occasione,per quelli che cercano di arrivarci. Sempre che andare a gareggiare in estate nell'emisfero sud serva realmente e sia meglio che andarsi ad allenare in ghiacciaio(bella esperienza a parte,ovviamente)