ASIVA, il bilancio di Ivan Nicco

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Ecco il tecnico della compagine maschile valdostana

Tocca a Ivan Nicco allenatore ASIVA del settore maschile fare il punto della situazione a fine stagione. Eccolo il vulcanico Ivan: «Senza dubbio Federico Paini, classe ’95, è stato l’elemento che ha dato più soddisfazioni. Due ori in velocità ai tricolori Aspiranti a Tarvisio, quindi il bronzo ai Giovani a Santa Caterina Valfurva. Ha davvero primeggiato in velocità. In gigante e slalom ha ancora tanto margine. Era presto parlare di squadra nazionale? Secondo me si, anche perchè può ancora crescere un anno in Comitato ed in velocità c’è più spazio rispetto alle discipline tecniche. Certo, in Coppa Europa potrà avere giustamente delle chance, lo merita davvero. Poi c’è Matteo Pellissier, altro ’95, che ha un po’ deluso le aspettative ma mi aspetto l’anno prossimo uno scatto d’orgoglio perchè il ragazzo ha tante potenzialità. Deve concentrarsi maggiormente sul lavoro atletico. Pierre Lucianaz, ancora ’95 e campione italiano uscente di superG, è partito abbastanza bene, ma a febbraio si è infortunato ed ha ripreso a sciare da pochi giorni. A proposito di infortunati c’è Davide Brignone, ’93, che ha avuto grossi problemi ancora con il tendine rotuleo e dopo inizio stagione si è fermato di nuovo. E poi c’è il ’92 Edoardo Cerise, che l’anno prossimo sarà Senior e quindi uscirà dal Comitato regionale: rientrava da un infortunio ma a gennaio si è fermato di nuovo. Un consiglio, deve continuare, perchè in slalom ha talento. Classe ’92 c’era anche Nicolò Nogara. Ha fatto un passo indietro, ha fatto fatica ad esprimersi, forse sentiva la pressione dell’ultima stagione fra gli Juniores. Bene invece Federico Gariboldi, ’94, che è cresciuto globalmente e ha fatto vedere buone cose in gigante. Poi ecco i tre aggregati. OK il ’96 Lorenzo Raffaelli, un tipo determinato, che puntava tutto sul tricolore Aspiranti ed ha conquistato un fantastico  argento. Poi Nicola Quaquarelli, classe ’93, un’altra bella notizia: è cresciuto rispetto alla scorsa stagione. Poi c’è Jean Jacques Dalle, ’96, però a differenza dei primi due ha un po’ deluso».