Antonio Ronci: 'Come zingari, ma in Coppa del Mondo'

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Bormio Live – Ecco Antonio, l'Ante Kostelic italiano

Terza gara in Coppa del Mondo per Giordano Ronci, ma questa ha un sapore tutto particolare. E’ la prima gara italiana nella massima serie per il romano della C&B.

GIORDANO CI CREDE – «L’emozione c’è, un altro passa avanti è stato fatto. Sto sciando bene in gara ed in allenamento, ho voglia di confrontarmi con i big dello sci. La pista? Forse un po’ troppo piana, c’è da spingere, da essere spavaldi», fa sapere proprio Giordà.

ANTONIO RONCI E MARCO SANTONI NEL VIDEO
– Intanto nel parterre, ancora ovviamente vuoto, abbiamo incontrato Antonio Ronci, il papà-allenatore di Giordano. Nel video una chiaccherata con l”Ante Kostelic italiano’ e il suo skiman storico, Marco Santoni. Antonio ci racconta qualche aneddoto dell’avventura del figlio che è arrivato a confrontarsi nella massima serie.
 

23 COMMENTI

  1. Complimenti ai ragazzi che sono riusciti ad allenarsi e laurearsi. Complimenti a loro e a tutti quelli che giustamente li hanno aiutati per rendere possibile una cosa del genere.
    Doveroso pensare alla loro istruzione/educazione e anche carriera agonistica.
    Da dire però che dall' emilia romagna in su con meno di 3 ore si raggiungono stazioni dell'arco Alpino fantastiche dove spesso si può partecipare a gare FIS di un certo rilievo. Con la scuola é sicuramente dura ma più fattibile con chi per sciare deve fare 7 ore di viaggio ogni volta.
    La scuola Italiana non è meritocratica sportivamente come quelle straniere e questo è un dato di fatto.
    Se una famiglia (e non un padre frustrato!!!!) SCEGLIE insieme al proprio figlio di continuare la propria carriera sportiva piuttosto che scolastica perché tanto uno eliminerebbe l'altra questo é discutibile ma non criticabile negativamente! Giordano ha fatto una scelta di vita: Come la gente si alza alle 7 per andare a lavorare, come i ragazzi si svegliano alle 7 per andare a scuola… Giordano si alza tutti i giorni alle 7 (anche prima) per allenarsi e dedicare il suo tempo al suo LAVORO: Lo sci!
    Non mi parlate di scuole private o cose varie, perché a questo mondo c'è chi può e chi non può permettersi di pagare determinate cose!!
    Finché Giordano non faceva FIS importanti la sua carriera scolastica é stata al pari degli altri!
    Poi per ovvi motivi i rendimenti scolastici sono sempre peggiorati….
    Do ragione a chi ogni volta sente il nome Ronci e non vede l'
    ora di versargli m…. addosso.
    Ma a chi da fastidio vorrei sapere???? Gli piace sciare, va forte… e se se lo meriterà dovrà avere tutto quello che si merita!!!!!

  2. A mio parere di antisportivo c'è innanzitutto il ragionamento della FIS che è un ragionamento meramente commerciale. A mio parere hanno buttato in piedi questi criteri di qualificazione per potere vedere magari nei primi 15 all'olimpiade qualche atleta di paesi che solitamente non seguono lo sci…il tutto ovviamente a discapito del valore tecnico e della credibilità delle competizioni olimpiche. Questo sottolineo è la cosa più grave, non un paio di supercombinate.

  3. @graf da quello che scrivi (parli di frustrazione di alcuni genitori) ritengo tu possa essere un fine conoscitore della psicologia umana. Allora ti chiedo la cortesia di farci sapere cosa e perchè potrebbe aver spinto tutti gli atleti italiani a non partecipare ad una competizione di alta qualità come quella in programma stamattina a Pila (26 iscritti di cui 10 italiani tutti nazionali A-B-C), non partecipa nemmeno il figlio di Raffaelli Presidente dello Sci Club Aosta organizzatore dell'EVENTO . Giusto per darti dei numeri sabato a Claviere per un GS NJR c'erano 140 partenti e circa altrettanti la settimana precedente per un SL a LaThuile (che oggi siano tutti a scuola?). Sul fatto che poi lo facciano tutti è la peggio giustificazione da dare ad un comportamento antisportivo (comunque alla SC di Tignes ci sono stati 44 partenti di cui solo 10 stranieri, almeno i francesi hanno rispetto dei loro atleti).

  4. l'Italia ha dovuto adeguarsi a una norma assurda e cervellotica come quella delle liste FIS olimpiche. Il problema più grave è che questi criteri di qualificazione rischiano di rovinare e falsare una manifestazione come l'olimpiade. Perchè se dodici atleti sono pochi per l'Italia, sono pochi anche 20 per l'Austria. Rischiamo di avere gare in cui di atleti di alto livello ce ne sono una decina.

  5. Al posto di scrivere solo per sentito dire, andate a guardarle le classifiche. Tutte le nazioni hanno fatto la stessa cosa. Ma in Italia non si può perché siamo tutti direttori tecnici e di sicuro noi saremmo più bravi al posto di chi, secondo noi, sbaglia. Mio figlio scia perché vuole lui, non perché io sono un genitore frustrato e spero che lui ottenga i risultati che io non ho mai ottenuto.

  6. Seppur a malincuore, devo dire che a volte il fine giustifica i mezzi: con queste SC si sta cercando di mettere una pezza per salvare il salvabile, per garantire la partecipazione alla combinata olimpica. Sottolineo nuovamente… mettere una pezza, non certo salvare la faccia.
    Poi quanto illustrato da ciccio si commenta da sé. Lo stile, la sportività e la classe non si inventano dal nulla. L’Austria per ottenere lo stesso scopo ha spostato i NC di combinata, ma ha disputato una normale gara alla quale ha partecipato in campo femminle anche la Brignone.
    Ma insomma, chi conosce di persona certi personaggi, ne conoscerà anche la fine psicologia, l’altruismo, lo spirito di collaborazione e l’apertura verso il mondo esterno. Allora perché stupirsi di certi atteggiamenti, in linea con quanto sta avvenendo da anni?
    Mi associo esprimendo il desiderio che la Redazione di Race dedichi un ampio reportage di questa gara, dando risalto ai partecipanti, alle modalità, agli scopi. Credo sia nella mission editoriale del magazine e nell’interesse dei lettori.

  7. Buongiorno a tutti. Ognuno di noi (genitori) credo abbia cercato di trasferire ai propri figli una passione che evidentemente ci accomuna. Le motivazioni possono essere varie: lo sport come elemento formativo, lo sport finalizzato all'agonismo, lo sport vissuto individualmente in un contesto di gruppo, lo sport come apprendistato per una possibile attività lavorativa etc etc.. Chi più chi meno ha investito per cercare di far raggiungere ai propri figli qualcuno di questi traguardi, qualcuno nella speranza di inseguire il mito Tomba ha inteso percorrere strade magari non da tutti condivise ma necessariamente da rispettare. Quello che credo è che tali finalità noi tutti le abbiamo rincorse credendo nello Sport (con la S maiuscola), nello Sport pulito in grado di trasmettere valori positivi! Bene, fatto questo pistolotto, eccomi di fronte all' assurdo, antisportivo e diseducativo comportamento di una Federazione che per porre una miserabile pezza ad una propria incapacità gestionale, organizza in fretta e furia 2 normali FIS (SuperCombi on SuperG) da disputarsi entrambe il 13 gennaio in quel di Pila per permettere di aggiungere 2/3 posti al contingente Olimpico dello Sci Alpino finora conquistato dall'Italia. Perchè antisportivo, diseducativo e miserabile? Perchè la Federazione ha, diciamo, invitato (ahahahaha) i Comitati a non inviare alcuna iscrizione e nella speranza, essendo apparse tali gare solamente ieri nell'elenco della FIS, che nessuna Federazione straniera fosse attratta da quel tipo di FIS e che lunedi mattina al cancelletto di partenza si ritrovino solo i Nazionali A in modo da poter meglio e più velocemente cucinare la classica torta. Ora è giusto che per evitare problemi gli Sci Club debbano raccontare menzogne ai propri atleti ai quali magari sarebbe piaciuto e sicuramente servito gareggiare con i Nazionali per disincentivarli dal voler partecipare? E' giusto che la Federazione cerchi di raggiungere i propri obbiettivi con il sotterfugio? Bel messaggio ai nostri giovani!!!! Sono anche certo che in Federazione negaranno ciò che ho asserito, già li sento (ma noi non abbiamo ricevuto nessuna iscrizione….) scaricare sui Comitati consenzienti queste loro responsabilità. Ed a proposito di consenzienti chiedo come mai Race abbia eliminato, la sera stessa della sua pubblicazione, il servizio sulla gara di Pila, chiedo come mai nel sito di Asiva nelle specifiche della gara in oggetto non vengano citati responsabili e termine iscrizioni e come mai nello stesso sito non venga data ampia eco ad un avvenimento non da poco, una FIS in Valle con tutti i Nazionali A!!! Lo Sci Club Aosta, lodevole ed ammirevole nel dare alla Federazione tutta la sua disponibilità, lo censuro nel momento stesso in cui si rende complice di un atto di non sportività. Un saluto a tutti

  8. sono d'accordo con GPA. A mio parere la soluzione migliore restano degli ski college ben strutturati. Sono contrario invece alle deroghe per i giorni di assenza. Ok che gli impegni sportivi costringeranno ad un po' di assenze ma il limite in cui scatta la bocciatura mi sembra ragionevole. Se uno lo supera non ha senso che venga promosso (si può anche saltare qualche gara FIS). Aldilà delle regole poi è sbagliata la cultura punitiva di certi insegnanti verso chi fa sport. Un po' di collaborazione tra scuola e sport, in cui vi sia la consapevolezza dell'importanza di entrambe le attività, certamente non guasterebbe.

  9. Anche io riporto la mia esperienza personale.Mia figlia(92),che già nelle medie saltava un bel pò di scuola per gli allenamenti oltre che per le gare (abitiamo sul mare in Liguria,tesserati in Piemonte),ha fatto il liceo allenandosi regolarmente e facendo un bel pò di gare FIS (circa 50 all'anno) finchè il ginocchio ha tenuto.Ha sempre comunicato anticipatamente quando e quanto andava via,chiedendo cosa studiare quando era assente.Abbiamo sempre presentato l'attestato dello sci-club e,ogni due mesi,la stampa delle gare cui aveva partecipato dal sito FIS.Si è diplomata con 94/100. Suo fratello(95)si è iscritto al liceo sportivo,motivando l'iscrizione con la necessità di assenze notevoli causa allenamenti e gare e,inizialmente,ha trovato maggiori resistenze rispetto alla sorella. Dopo il primo anno di FIS ha cambiato sci-club per entrare in uno di ski-college,per poi trasferirsi anche scolasticamente.Non ha fatto in tempo,causa infortunio ad inizio stagione.La sua idea era quella di frequentare sino a dicembre a casa e poi gennaio-aprile in ski-college,visto che la tipologia di scuola era la stessa.Ci sono state resistenze da parte di entrambe le scuole,che lo volevano per tutto l'anno scolastico vedendo male lo spostamento (peraltro lecito per legge),per cui è rientrato nel suo "storico" sci-club continuando a fare il pendolare. Ha trovato un giusto equilibrio tra scuola e sci,pur con l'attrito di qualche insegnante. La mia conclusione sulla base di queste esperienze è che attività sportiva e scuola non sono inconciliabili in assoluto,anche per chi deve farsi un centinaio di Km per andare ad allenarsi. Indubbiamente gli atleti che vengono convocati in squadra avranno maggiori difficoltà,ma mi sembra che i 94 l'estate scorsa abbiano tutti fatto uno stop per l'esame e che tutti abbiano conseguito la maturità. Il problema,come sempre,è legato alle persone che si incontrano sul proprio cammino:basta un insegnante o il preside iperfiscale ed ecco che lo studente/atleta ha mille problemi in più.Ma ovviamente è anche importante il modo in cui ci si pone e ci si rapporta:se lo studente dimostra impegno per non voler restare indietro,la famiglia dimostra di supportare il figlio su entrambe i fronti e non solo su quello sportivo e l'impegno atletico viene certificato,tutto ciò rende più agevole il confronto, a tutto vantaggio della serenità dello studente

  10. Q8 il commento di Zano poichè ho dovuto arrangiarmi per mio figlio che, volendo fare le FIS seriamente è dovuto migrare a Tarvisio con tutto quel che ne segue……
    Bella esperienza,ora è maestro di sci ed allenatore di 3° livello e quindi il patrimonio di esperienza acquisita non è stato gettato alle ortiche,ma che fatica!!!!per noi genitori,fisica ed economica.
    Per lo stato italiano non contano le aspirazioni dei giovani,migliaia di disoccupati si tengono in pugno meglio di colui che mostra uno spirito libero ed indipendente.ma questo stato fallito fatto di burocrati grassi e lordi e di tecnici servi delle lobby,prima o poi il conto lo dovrà pagare…..

  11. … porto la mia esperienza … ho una figlia che gioca a Basket a buon livello e per 1 anno è stata in USA a seguire la 4 liceo. Appena arrivata le hanno dato il programma di allenamento scolastico: tutti i giorni dalle 17 alle 19:30. Mi diceva che tecnicamente lei non era inferiore alle americane, ma alla distanza, loro giocavano come il primo minuto, lei era cotta. Per la scuola l' attività sportiva aveva lo stesso peso specifico della matematica o della storia. Per loro la mente e il corpo devono crescere assieme … in Italia l'attività fisica è vista solo come alternativa alla "cultura" dimenticando che le cose non sono scindibili e soprattutto non sono cose di serie A e serie B. Visto che la scuola in Italia non è in grado di entrare nel 21° secolo … ben vengano gli ski college, unica possibilità di far crescere i ns figli nella mente e nel corpo.

  12. @Markuss, sul fatto che la scuola dovrebbe maggiormente aiutare chi fa sport sono pienamente d'accordo e non penso solo a chi scia. Ho figli di conoscenti che giocavano a calcio a livello pre-professionistico e sono stati costretti a lasciare scuole pubbliche a favore di scuole private, più comprensive. Purtroppo in Italia il mondo gira intorno al calendario scolastico e la vedo dura schiodare questo modo di vedere. E allora credo che dove non arrivino le 'istituzioni' debbano essere i genitori a fare il sacrificio (non necessariamente economico più spesso umano perchè non è facile decidere di far vivere un figlio di 15/16 anni lontano da casa per mesi) e fare scelte che agevolino i figli nel raggiungimento di un obbiettivo sportivo senza perdere di vista l'importantissima componente scolastica

  13. @Licia condivido, però sei d'accordo con me che non dovrebbe spettare ai genitori e alle famiglie 'ingegnarsi' ma ci dovrebbe essere un sistema che aiuta ad organizzarsi chi fa attività sportiva ad un certo livello? Ok chi può permettersi di migrare in licei sportivi, ma un ragazzo dovrebbe poter frequentare la sua scuola senza essere osteggiato perché fa sport.

  14. sono d'accordo con trailblazer. Però non credo sia giusto quello che scrivi sui lettori di Race. Forse alcuni la pensano come dici, io ad esempio no, anche perché praticamente tutti quelli che conosco nel giro delle gare di mio figlio sono lettori di Race e non la pensano così. Grande ammirazione per Giordano, come per tutti gli atleti bravi

  15. Il problema della scuola ce l'hanno tutti, i cittadini per un motivo, i valligiani per un altro….ma questo non vuol dire che non si possa risolvere. Che la scuola italiana non brilli per aiutare chi fa sport è un dato di fatto, ma si può anche studiare da privatista, iscriversi ad uno skicollege come ha fatto Mattia Casse che da piemontese ha studiato in Friuli o Michele Gualazzi che da bergamasco è andato in Piemonte…le soluzioni, anche se difficili ci sono, ma bisogna volerle trovare.

  16. Il senso del discorso di Ronci era che un ragazzo di Roma che vuol praticare sci alpino ad alto livello, e, si badi bene, non atletica, nuoto o tennis, deve passare lunghi periodi fuori casa e pertanto non può frequentare la scuola. Ed esiste ancor oggi un limite di assenze ammesse prima di venire bocciato.
    Se non hai i mezzi per trasferirti in qualche località dell’arco alpino e andare in una scuola privata, tipo i Licei Sportivi, la cosa diventa proibitiva; quindi non confondiamo la situazione nella quale il ragazzo pratica uno sport allenandosi nella propria città e va a scuola vicino a casa: sicuramente dura ma decisamente più abbordabile della situazione sopra descritta.
    Capisco poi che la diffidenza e l’invidia che può suscitare un non alpino arrivato in CdM sia una costante, come appare troppo spesso anche nei commenti dei lettori di Race di questi anni.

  17. ma cosa vuol dire? Allora il sistema scuola italiano deve essere sordo alle esigenze di chi vuol fare attività agonistica? devono tutti arrangiarsi e fare sacrifici inumani? Non ho chiesto aiuti o aiutino e nemmeno papà Ronci, e men che meno 'ad personam'. Tutti, e ripeto tutti i ragazzi che intendono fare sport a livello serio dovrebbero essere aiutati, ma dico in termini di orari, di pianificazione delle assenze e delle scadenze. Non con facilitazioni o preferenze. Ma cosa c'entra la meritocrazia????

  18. @markussss Tantissimi ragazzi riescono a coniugare sport e studio e ti assicuro che i risultati ottenuti sono frutto di tanti, tantissimi sacrifici fatti e non sicuramente grazie all'aiutino delle istituzioni come vorrebbe papà Ronci. Smettiamola con la solita mentalità italiana dell'aiutino o delle amicizie… Ci vuole meritocrazia nello sport come nella scuola!

  19. Ersi, allibito per la terza media o per le istituzioni? Perché se hai per caso un figlio che fa le gare di sci, ti renderesti conto dell'ottusità e dell'ignoranza degli insegnanti, che invece di premiare chi fa sacrifici per fare sport ad alto livello, lo trattano come un reietto. questo avviene nelle scuole di tutta Italia. e non solo nello sci, da quanto mi dicono amici e conoscenti! Questo è davvero uno scandalo!