Andy & Dominik, i più forti siamo noi!

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Una giornata trionfale per i velocisti azzurri. Ecco i commenti a caldo

Oro con Andy Plank, argento e bronzo con Domink Paris. L’Italia giovane della velocità fa davvero paura, e se poi ci mettiamo i quinti posti nei superG di Riccardo Tonetti e Federica Brignione, ci accorgiamo che gli “azzurrini” iniziano a far tremare austriaci e compagnia bella. Uno strapotere oggi sulla celebre Kandahar. Le nevi bavaresi ci regalano una giornata indimenticabile. Andy Plank è un tipo schivo. Figlio del bronzo olimpico Herbert, oggi presente a fare il tifo, ha quasi faticato a crederci quando ha capito di essere stato il più veloce nella discesa libera. Nella finish area, incollati alle radio dei coach, abbiamo sentito Alessandro Serra che affermava: “Ha il secondo intertempo, occhio che nella traversa è entrato adesso da far paura”. Alla fine per dodici centesimi ha fatto meglio addirittura di Domik Paris.

I COMMENTI DEI PROTAGONISTI –
Che bel regalo che mi sono fatto. In Coppa Europa facevo un po’ fatica, oggi mi sono presentato sereno al cancelletto di partenza. Ho sciato deciso, affrontando con cattiveria la parte più tecnica. Sono contento, a dire la verità ci speravo, ma non avrei certo scommesso sull’oro”. E’ timido Andy, fa fatica ad esporsi al flash delle macchine fotografiche e ai taccuini dei giornalisti. Più guascone sembra Dominik Paris. “Sono venuto a Garmisch per mettermi al collo almeno una medaglia. Credevo più alla libera, in quanto questa stagione sono più sicuro in questa disciplina. Alla fine ho conquistato anche una medaglia nel superG, mi sa che farò fatica a dimenticare questo giorno. La pista? Sbatteva davvero tanto quando scendevo in libera, infatti due concorrenti dopo Franz che è sceso con il tre sono stati protagonisti di rovinose cadute”.
E come se sbatteva la Kandahar per la discesa. Lo skiman Mirko Pederiva commentava nella finish area: “speriamo che questi continui stop per le cadute non velocizzino la gara, non tanto per la neve ma perché se fa un po’ di
segno con il caldo c’è più grip e si possono impostare meglio le traiettorie
”. Con il quattordici scende Plank e fa meglio di Paris, ma più nessuno avvicina la premiata ditta Sud-Tirol. Solo il finalandese Andreas Romar fa paura, ma si ferma alla medaglia di bronzo.

LA SODDISFAZIONE DELLO STAFF TECNICO – Esulta Alessandro Serra, se la ride compiaciuto Flavio Roda. Ecco Serra: “bravissimo Andy, che fino ad oggi era stato discreto in tutto ma senza mai eccellere. Oggi eccome se ha fatto una grande prestazione. E’ un animale da gara, va più forte nelle competizioni che in allenamento”.  Anche Raimund Plancker, allenatore della Coppa Europa e già coach di Plank e Paris in Comitato Alto Adige, si gode la doppietta azzurra: “Paris era più atteso, Andy meno. Ma io so bene che Plank ha due piedi fantastici…del resto la classe non è acqua visto il dna”.