Altro addio nello sci: si ritira Kathrin Hoelzl

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La tedesca è stata campionessa del mondo in gigante nel 2009

Altro addio nello sci. Questa volta è il turno di Kathrin Hölzl, la ventinovenne tedesca, che è stata campionessa del mondo in gigante nel 2009 a Val d’Isère. Un problema alla schiena con tanto di complicazioni neuro-muscolari che le impediscono persino di salire le scale di casa ed hanno condizionato la sua carriera da ormai due stagioni. Dal 2011, infatti, non è più riuscita a gareggiare come voleva: così ha annunciato il suo ritiro dal ghiacchiaio di Molltal, in Austria. Vincitrice della ‘coppetta’ di gigante nella stagione 2009-2010, due successi in Coppa del Mondo, a Lienz e ad Aspen, sempre nel 2009, oltre ad otto podi sempre in gigante, l’ultimo a dicembre del 2010, terza a Semmering.

2 COMMENTI

  1. Hai perfettamente ragione. Io sono medico e padre di atleta del '95 con due protrusioni discali dorsali. Condivido pienamente l'idea di dedicarsi a questo problema invece di venire a raccontare che col raggio 35 sul GS si riducono gli infortuni al ginocchio,cosa non vera ammettendo che addirittura non sia vero l'opposto. Per quanto riguarda la schiena,purtroppo è inequivocabile che lo sci solleciti notevolmente. Microtraumi ripetuti nello slalom,traumi in minor numero ma di maggior entità nella velocità,pare che la disciplina meno traumatica sia il gigante,pur non essendo di sicuro innocuo. Cosa fare è molto difficile deciderlo,anche perchè,purtroppo,i danni vengono arrecati su una base predisposta. Nel senso che se già congenitamente hai un canale midollare stretto e radici nervose "al pelo" della compressione,oppure un aumento della fisiologica curvatura della colonna nella zona interessata,sciando a livello agonistico si fa presto ad avere problemi. Io sono pienamente convinto che l'errore principale sia l'eccessiva attività cui vengono sottoposti i giovanissimi. Purtroppo tutti sanno che è molto più facile(senza voler togliere niente a nessuno,sia chiaro)vincere una finale del Pinocchio nei baby piuttosto che un italiano Aspiranti,per non parlare di arrivare a fare risultati in CdM. Quindi la maggior parte degli sci-club fanno lavorare molto i piccoli atleti,specie quelli che dimostrano di avere delle chances di successo,e noi genitori seguiamo (mi ci metto per primo)le richieste di un maggior numero di allenamenti possibili col miraggio del risultato importante. Penso che la federazione potrebbe intervenire su questo,quanto meno con indicazioni e linee guida "forti",nonchè magari obbligando gli atleti a controlli radiologici e/o fisiokinetici,atti ad intervenire immediatamente su chi presenti problemi iniziali,prima che sia troppo tardi.

  2. Il mal di schiena è un grossissimo problema per tutti gli atleti e Master domenicali. La FIS dovrebbe aprire una ricerca seria con le università affinchè si faccia qualcosa per almeno ridurlo. Trattamenti particolari, Fascie elastiche, decompressori, busti, … non saprei, non sono un medico, ma invece che modificare le geometrie degli sci tutti gli anni penso che questo progetto/obiettivo sarebbe molto più utile.