Airaghi e l’Allalin Rennen: il suo racconto

Gianmario ha partecipato alla curiosa corsa chiusa al 304° posto assoluto

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Sabato primo aprile, sveglia alle 6, colazione e via verso l’Allalin Rennen individuale. Ultimo dilemma: sci da DH o SG? Propendo per i secondi, credo siano più maneggevoli nel punto chiave della gara, il muro del Moreina. Fa freddo, in quota si parla di -10 o -15 gradi. Uscire a 3.500 metri di quota con la tuta da gara è come un cubetto di ghiaccio che ti scivola nella schiena. Mi reco alla partenza, fa veramente freddo e c’è vento forte che alza neve, la visibilità è comunque buona. Il tempo necessario ad allacciare il casco, stringere gli scarponi e via lungo la stradina. All’ingresso del tratto più ripido una folata di vento quasi mi ferma, cerco di mantenere la posizione e raggiungo indenne il muro del Moreina. Sicuramente il tratto appena percorso era meno veloce del giorno precedente, ma va bene così. Dopo la prima porta mi rialzo, il fondo è durissimo, quasi ghiaccio, faccio molta attenzione, la pendenza è notevole, si rischia di saltare qualche porta. Vedo la curva del ‘cannone’, l’ultima del muro. Via sulla stradina che immette nel bosco, raccolgo le forze, le gambe bruciano, il respiro è affannoso ma sono ostinato a raggiungere il traguardo in posizione a uovo. È finita, ho completato la mia prima Allalin Rennen, sono stanco ma felice, il tempo di gara è 6’58″01, sono 37° di categoria e 304° assoluto, va bene così.