AC, chieste le dimissioni di Claudia Giordani

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Zecchini, consigliere delegato per l'alpino: «Volontà quasi unanime»

Il ‘terremoto’ dopo Modena continua in Alpi Centrali, niente ‘assestamento’ insomma. Due candidati alla presidenza Fisi su quattro, ultimi due al primo turno, nemmeno un consigliere federale, nonostante la ingente forza e i numerosi risultati e obiettivi raggiunti sul campo. Nell’ultimo Consiglio regionale, alcuni consiglieri hanno chiesto alla presidente Claudia Giordani di dimettersi. Infatti, come anche a livello nazionale, se il Consiglio regionale sfiducia il presidente, decadono anche i consiglieri. Per questo sarebbe stata intrapresa la via di chiedere le dimissioni alla stessa Giordani. Un meccanismo storpiato quello regionale, come a livello nazionale, perchè non è per nulla assembleare e partecipativo. Infatti, se cade un presidente con la cosidetta sfiducia, cadono tutti, anche se tutti poi sono la maggioranza assoluta e manifestano contrarietà ed opposizione unanime. Detto questo, guardiamo i numeri. Ecco Franco Zecchini, delegato dello sci alpino, che in maniera schietta e decisa afferma: «Non ci sono contrasti, nemmeno polemiche. Io registro solamente un dato di fatto. La maggior parte dei Consiglieri regionali del Comitato Alpi Centrali, ossia 16 su 20, ed inoltre anche la stragrande maggioranza dei presidenti dei Comitati provinciali è compatto sulla linea delle dimissioni».
 

10 COMMENTI

  1. Quoto l'ultimo intervento di Enrico e ribadisco l'ineludibile necessità che le società siano informate delle motivazioni della sfiducia dei consiglieri, motivazioni che ritengo siano necessariamente contenute nel documento presentato in Consiglio Regionale.
    Non rendere note le motivazioni della sfiducia sarebbe certamente partire con il piede sbagliato in vista delle prossime elezioni.

  2. Quanto afferma enrico, e in tutti gli interventi ci sono interessanti e pertinenti notizie, è la sola via che consente lo statuto e dato ormai per scontato che l'attuale presidenza ha esaurito un compito da praticamente subito svolto inadeguatamente, non c'è altra via se le A.C. vogliono essere parte attiva nel processo di rinnovamento che "l'era roda" si propone
    Nei vari siti, oltre a questo e che con questo hanno il merito di informare e permettere di partecipare alle vicende federali, si evidenzia la necessità del cambiamento che diventa traumatico per le ragioni ed i modi in cui si sta realizzando.
    Occorrerebbero perciò oltre i proclami, le adesioni a parole, le preoccupazioni sul numero e la allocazione delle future poltrone, quella coerenza tra parole e fatti che porterebbe a formalizzare le intenzioni, sottoscrivendo i consiglieri un documento con le dimissioni motivate dalla sfiducia nell'attuale presidenza: saranno poi i numeri (maggioranza o meno) a determinare le conseguenze ….altrimenti si continuerà nell'ormai abusato giochetto del "non è ancora il momento" che ha portato all'attuale situazione.
    Unica forza vera, genuina e rappresentativa della base fino ad ora quella rappresentata dai Presidenti Provinciali che già prima delle elezioni si erano presi l'iniziativa di sostituirsi alla latitanza del C.R. e che ora con determinazione vanno chiedendo il "tutti a casa" al C.R. ed hanno sottoscritto un documento in tal senso.
    Chissà se adesso finalmente "è il momento" !?
    …alla prossima puntata…..

  3. Non sono d'accordo.
    Se i consiglieri hanno veramente a cuore il problema, reputando il Presidente regionale come la causa di tutti i mali, di fronte ad un legittimo (perché rappresenta una scelta personale) di non volere rassegnare spontaneamente le dimissioni di fronte ad una fronda, i Consiglieri responsabilmente – come recita lo statuto – sfiduciano il presidente dimettendosi. Se la maggioranza dei consiglieri è dimissionaria, si fa automaticamente decadere tutto l'organo territoriale, con obbligo di convocazione entro 60 giorni di una nuova assemblea elettiva.
    Il resto sono chiacchiere ed alla fine rappresenta un chiaro sintomo di non voler mai passare dalle parole ai fatti!

  4. A leggere i commenti pare che la mancanza principale sia la trasparenza, se ci fosse anche i consiglieri farebbero fatica a osteggiare un presidente se questi stesse prendendo decisioni giuste per la base…. ma cio' si deve sapere…. se no siamo da capo!!!

  5. ancora una volta le A.C. agli onori della cronaca, quella scadente e misera in cui si registrano dipendenze, intrighi, mancanza di idee e di azione, di trasparenza e di informazione (ci si è messo anche il sito internet che da mesi, alluvione di genova, non riescono più a far funzionare!!!)… e ormai da oltre 2 anni tutti contro tutti: ma ci voleva la batosta elettorale a svegliarli, quando praticamente da subito l'inadeguatezza della presidenza era evidente?
    finalmente sembra si siano decisi per una profonda e totale ristrutturazione e perchè sia la volta buona serve l'autorevole intervento del Presidente Federale e del C.F. perchè alla FISI, e non solo, le A.C. servono solo se ben rappresentano il loro 20% ed assicurano un buon coordinamento di quella loro base che nonostante il pessimo servizio dell'attuale dirigenza regionale continua nella sua missione: questo l'hanno ben capito i Presidenti Provinciali e finalmente anche quasi tutti i consiglieri regionali.
    devono ora capire che c'è uno statuto con regole precise e che è compito-dovere della dirigenza centrale utilizzarlo applicandone le norme e che le soluzioni preconfezionate ed i pasticci di comodo non solo aggraverebbero la già tragica situazione trasformandola in farsa, ma distruggerebbero completamente quel patrimonio di attività e tradizioni che se vogliono continuare ad amministrare dovranno prima dimostrarne con l'ambizione anche le capacità

  6. Giordani si è SEMPRE e solo, sentita e consigliata con un solo consigliere Daniela Zini, la quale non si è MAI BATTUTA per la stabilità del comitato anzi a cercato di mettere in cattiva luce il consiglio e non si è MAI espressa a favore di qualcosa o qualcuno. Possibile che in questi due anni non ci sia mai stato qualcosa di positivo all'interno del consiglio regionale??? La stessa Zini ha sempre battagliato per "far fuori" il vice presidente PENNA BIANCA Barzasi tanto è vero che la commissione sci nordico targata Ripamonti, naviga nell'oblio e risultati ottenuti in questi due anni sono frutto degli sci club posti "fuori" dal comitato e la livignasca inoltre ha spinto Noris ha presentarsi per Modena per spaccare il proprio comitato sottraendo voti a Ghilardi e qui tanto di cappello ci sono riusciti benissimo. Questo grazie anche all'aiuto del marito ex onorevole, di non si sa piu' quale partito politico visto che ha cambiato bandiera non poche volte. Arnoldi candidato tempo fa alla presidenza federale e persa miseramente come tra l'altro ha perso a Bergamo quando ha voluto contrapporsi all'attuale presidente Carmignani. E adesso, per il gusto di vecchie vendette il trio Noris Zini e Arnoldi sta facendo il male del comitato Alpi Centrali tant'è che la candidatura e l'elezione poi di Giordani è frutto del TRIO ora però i nodi vengono al pettine perchè la stralunata Claudia non può prendere nessuna decisione senza interpellare il TRIO al quale non può far altro che dimostrare la sua gratitudine. Insomma da una parte 14/15 consiglieri dall'altra il TRIO cosa può fare Giordani di più? Le sue capacità a districarsi fra i paletti di una volta non ci sono più e quindi è sempre più sola. Mentre gli altri 5/6 consiglieri sono amorfi e incollati alla poltrona e vivacchiano all'interno del consiglio dove quando "piovono" i problemi i fantastici 6 si spostano piuttosto che affrontare il problema. Mi risulta che l'altra sera in questo consiglio il "borrioso" Brivio abbia inveito e addirittura insultato il consiglio regionale ed i presidenti provinciali perchè non sostenuto a Modena e Giordani…? Non ha mosso un dito e comunque era un atto dovuto al proprio consiglio. Ricordo però che a Modena l'unico ad essere stato eletto di Alpi Centrali è Mapelli che ha raccolto comunque qualche voto all'interno del suo comitato mentre il resto è arrivato grazie alle capacità di Mapelli. Anche Negretti eletto come presidente revisore dei conti è di Alpi Centrali.

  7. Sono contento che anche su race si sia iniziato a parlare dell'argomento.
    Vorrei capire e comprendere le motivazioni della mozione di sfiducia(visto che il sito AC è a mezzo servizio da tutta la stagione).
    Sarebbe corretto che chi l'ha proposta esponesse alla base, agli sci club che hanno votato il Presidente(come del resto i consiglieri), le reali motivazioni dell'ingovernabilità del comitato regionale.
    Invito anche ad effettuare due riflessioni.
    1)Per lo statuto federale il presidente del Comitato Regionale non ha (salvo casi "d'urgenza") poteri decisionali autonomi ma si deve rimettere alla volontà del consiglio e del Consiglio di Presidenza.
    2)Sempre a norma di statuto il presidente non sceglie i consiglieri.
    Personalmente auspico che, al di là delle conclusioni di questa vicenda, le Alpi Centrali proseguano sulla strada della comunicazione e della trasparenza che era stata intrapresa dopo il "rinnovo" di presidente e consiglieri, ma che poi è stata abbandonata, suppongo perchè non condivisa da tutto il consiglio.