3Tre: 444 milioni di telespettatori. E’ record

Certamente la questione drone-Hirscher non è passata in secondo piano e ha dato un'ulteriore spinta

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3Tre
Marcel Hirscher ©Agence Zoom

L’edizione 2015 della 3Tre di Madonna di Campiglio entra negli annali, visto il pieno successo riscosso con oltre 15.000 spettatori e una vasta audience televisiva a livello globale. I dati ufficiali forniti da Infront (la societá che detiene i diritti TV internazionali per conto della Federazione Internazionale Sci) al comitato organizzatore prefigurano un “caso” mediatico che in qualche modo entrerà nella storia.

 

444 MILIONI – Tornato ormai tappa fissa del calendario di Coppa del Mondo di Sci Alpino, lo slalom trentino disputatosi lo scorso 22 dicembre con la vittoria del giovane fuoriclasse norvegese Henrik Kristoffersen ha sensibilmente accresciuto i già lusinghieri dati d’ascolto del 2014, facendo tuttavia registrare un picco senza precedente: 444 milioni di persone che in tutto il mondo sono entrate in contatto con l’evento. L’anno precedente i contatti erano stati calcolati in 184 milioni.

 

IL DRONELa straordinarietà del caso non è ovviamente estranea alla celebre vicenda del drone utilizzato dalla produzione TV internazionale, infrantosi sulla pista durante la seconda manche dell’austriaco Marcel Hirscher, senza peraltro arrecare alcun danno all’atleta né alla regolarità della gara. Il clamore destato dalla vicenda fu da subito percepibile, visto il rilievo cui le TV ed i media di tutto il mondo proposero l’insolito “incidente”. Tuttavia i dati di Infront dimostrano come un appuntamento di grande appeal, attesissimo dagli appassionati, abbia ulteriormente amplificato la curiosità per l’accaduto moltiplicando il pubblico TV in termini oltre ogni previsione.

CONCI – «Il paradosso – riflette Lorenzo Conci, Presidente del Comitato 3Treconsiste nel fatto che un evento negativo abbia determinato una ricaduta favorevole all’evento, amplificando l’esposizione mediatica della località in cui ha avuto svolgimento. Naturalmente avremmo tutti preferito che questo inconveniente non si fosse mai verificato, ma certo, quanto ne è scaturito entrerà in qualche modo nei libri dello sci e costituirà una case-history nella storia del marketing sportivo».